di Marco Agustoni

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Zombie fai-da-te: la guida di The Walking Dead

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Di film, telefilm, libri e fumetti incentrati sull’ipotesi di un’invasione zombie abbiamo davvero tanti esempi, tra cui uno degli ultimi e dei più fortunati è The Walking Dead, serie tv che ritornerà su Fox (canale 111 di Sky) a partire da lunedì 17 ottobre. Forse, a furia di chiamare in causa i non-morti, abbiamo finito per gufarcela: meglio tenerci quindi pronti all’eventualità non poi così remota di un’Apocalisse Zombie, una situazione di crisi mondiale in cui l’unico obbiettivo a breve termine consisterà nel salvare il proprio cervello dai famelici morti viventi. Ecco qualche pratico consiglio per non farsi trovare impreparati.

Innanzitutto, se internet sarà ancora funzionante, vi segnaliamo un utile sito in cui trovare informazioni di ogni tipo riguardanti i morti viventi: stiamo parlando di Zombie Knowledge Base, una vera e propria miniera di nozioni sui comportamenti dei nostri “amici” non-morti, e vi invitiamo a consultare l’utile video tutorial da Youtube che vi presentiamo di seguito, in cui viene spiegato cosa fare in caso di uno Zombie Outbreak. Se invece la Rete avrà già subito il collasso globale, mettete a mente alcune essenziali regole di base.



Partiamo dagli armamenti. Certo, l’ideale per affrontare uno zombie e frantumargli la testa (l’unico modo di metterlo definitivamente fuori gioco), sarebbe avere a portata un bel fucile a pompa o una motosega. Ma, diciamocelo, a meno che voi non siate cacciatori o taglialegna, non è così facile che teniate uno di questi utensili in casa. Meglio quindi fare affidamento su oggetti di uso comune: mazze da baseball o da hockey (e qui, ahimé, noi italiani partiamo svantaggiati rispetto a paesi dove questi sport sono più diffusi), ombrelli appuntiti (non vanno quindi bene quelli tascabili), estintori, mattarelli, mannaie e coltellacci da cucina. Tra queste sono da prediligere le armi da impatto, piuttosto che quelle da taglio, perché mozzare il capo agli zombie non è sufficiente: bisogna proprio spappolarglielo! Vi suggeriamo comunque di giocare d’anticipo facendo un po’ di shopping su Zombie Tools, sito dedicato agli armamenti contro i non-morti.

Eccoci invece al rifugio e al kit di sopravvivenza. Barricarsi in casa può essere utile, ma alla lunga le mura domestiche possono trasformarsi in una trappola mortale, per cui optate per questa soluzione solo in casi disperati o qualora siate attrezzati con medicinali, energia, acqua e alimenti sufficienti a sopravvivere per svariati mesi. Le scorte però, si sa, non durano: meglio essere quindi equipaggiati per produrre da soli il proprio cibo, magari con un bell’orticello urbano in terrazzo. Una roccaforte rappresenterebbe un buon luogo dove asserragliarsi (e l’Italia è piena di fortezze e castelli), ma la Zombie Safe House Competition del 2010 indetta da ZombieKB indica in una nave cargo ben equipaggiata il rifugio ideale in situazioni critiche. Se possibile, non barricatevi da soli: in gruppo potrete organizzare turni di guardia e avrete più occhi per tenere sotto controllo la situazione.

Nel caso non disponiate di un rifugio nell’immediato e vi ritroviate a dover scappare, ricordatevi di meditare bene la vostra strategia di fuga per evitare di essere accerchiati dagli zombie, che magari non saranno particolarmente svegli, ma non sono nemmeno del tutto scemi. Per finire, alcune linee guida su come comportarvi nel corso di un faccia a faccia con uno morto vivente. Punto primo, evitate in ogni modo di avvicinarvi allo zombie. Punto secondo, nel caso sia lui ad avvicinarsi a voi, non aspettate di essere sicuri che non sia per caso un essere umano dalla scarsa igiene personale: prendetelo a mazzate. Punto terzo, non leccate uno zombie per scoprire se sa di pollo. Punto quarto, se siete stati morsi, beh, affrontate la realtà e per il bene di tutti fate quel che va fatto: l’unico zombie buono è lo zombie morto. Cioè, morto per davvero.