The Walking Dead, guarda la gallery della seconda stagione

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Negli ultimi anni i prodotti legati ai morti viventi stanno vivendo un vero e proprio boom, tanto da portare a parlare di “fenomeno zombie”. Il successo di produzioni come The Walking Dead, la seguitissima serie tv di cui è in onda la seconda stagione su Fox (canale 111 di Sky), è una conferma di questo amore nei confronti dei nostri ributtanti amici. Ma la fortuna degli zombie non si misura solo in quantità di fan, bensì anche in mazzette di dollari.

Secondo una stima, magari non accuratissima, ma comunque utile per rendersi conto delle dimensioni del fenomeno, l’intera industria legata ai morti viventi varrebbe qualcosa come quasi sei miliardi di dollari, il che farebbe degli zombie delle vere e proprie macchine da soldi, più che degli strumenti di morte.

Nel calcolo rientrano gli introiti derivanti dai molti film dedicati al genere, da 28 giorni dopo a Zombieland, a cui presto si aggiungeranno World War Z, con Brad Pitt, e il quinto capitolo di Resident Evil, con Milla Jovovich. Si assommano poi i fumetti, tra cui spicca per l’appunto The Walking Dead di Robert Kirkman, da cui è tratta la sopracitata serie tv, e i libri: qui la parte del leone la fa Max Brooks, autore del libro a cui si ispira il film con Pitt, nonché della Zombie Survival Guide.

Una grossa fetta del fatturato zombie arriva dai videogiochi: dai diversi Resident Evil a Dead Rising e via dicendo, fino alle espansioni horror di Call of Duty, quasi la metà del valore dei morti viventi è rappresentato da titoli videoludici di successo. Non ci sono solo i prodotti culturali, però: anche i costumi (Halloween è appena passato, ma il Carnevale è alle porte), i gadget e le convention fanno la loro parte nel computo totale.

Insomma, chi prende gli zombie poco sul serio, sappia che sta snobbando una vera e propria montagna di soldi. Magari sporchi, data la facilità con cui i morti viventi perdono pezzi, ma comunque soldi: del resto lo sapevano già i latini che pecunia non olet, ovvero “il denaro non ha odore”.