Telefilm vintage: come erano e come sono oggi

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Twittaserie, la sfida di Sky.it: i telefilm in 140 caratteri

Abbiamo lanciato la sfida su Twitter e il popolo dei cinguettatori ha risposto: senza sosta, si accumulano tweet che riassumono le più popolari serie tv in soli 140 caratteri. Per chi non avesse ancora detto la sua e volesse prendere parte al gioco delle Twittaserie, ecco le istruzioni per partecipare. Ma tra le ultime serie tv come Il trono di spade e American Horror Story, ecco che nei post degli appassionati fanno capolino i bei vecchi telefilm di una volta, quelli con cui in tanti siamo cresciuti e di cui ogni tanto sentiamo la nostalgia, anche se spesso e volentieri avevano delle trame blande e scontate e premesse al limite del plausibile.

Visto che si parla di nostalgia, tanto vale partire da Happy Days, serie tv realizzata a cavallo tra gli anni '70 e '80, ma ambientata negli scanzonati (almeno per Fonzie e compagni) anni '50 e '60. “Un uomo scopre di avere i pollici opponibili e non fa altro che mostrarli a tutti”: ecco come Xabaras_ riassume con ironia il telefilm e la tendenza di uno dei suoi protagonisti, il leggendario Arthur Fonzarelli, a fare “Hey!”. Più didascalico Jackomel88, che nel ricordare Supercar, trampolino di lancio con cui il futuro bagnino di Baywatch David Hasselhoff si tuffò nella celebrità, sintetizza in questo modo: “L'auto più intelligente del mondo guidata da un tizio cotonato al servizio di una strana organizzazione non profit”.



E, visto che siamo in argomento Hasseloff, ecco Baywatch nelle parole di Franzturati: “Pamela Anderson ci mostra la lenta trasformazione da donna a gommone di salvataggio”.

Chi dovevi chiamare negli anni '80 se avevi un problema? I Ghostbusters, se eri in difficoltài con i fantasmi. Ma, in caso di guai più concreti, la risposta giusta era ovviamente l'A-Team. Ovvero, secondo Aragost, “Un gruppo di genieri viene rinchiuso quotidianamente dentro un capanno degli attrezzi. Un tank nuovo ogni giorno”. Ma nei telefilm di una volta, a fare furore erano le famiglie, soprattutto se numerose e scombinate. Ed era tanto numerosa e scombinata quella del simpatico Bill Cosby ne I Robinson, da portare Tentatividiauro a ironizzare così: “Un ginecologo di colore non usa anticoncezionali”.
Ci sono serie tv che possono essere descritte attraverso una semplice battuta diventata tormentone. Lo ha capito MasBel75 che per ricordare Il mio amico Arnold e il suo piccolo, irresistibile protagonista Gary Coleman (scomparso poco più di un anno fa, ultimo del cast a fare una brutta fine), cita la sua punchline ricorrente: “Che cavolo stai dicendo Willis?”.



E a proposito di piccoletti, non è possibile non citare Alf, l'alieno peloso proveniente dal pianeta Melmac che mette sottosopra l'esistenza di una tranquilla famigliola, che secondo ItsCetty si può condensare in "Un cannolo al cacao al posto del naso".

Lo spazio è poco e i telefilm da citare tanti. Ringraziamo quindi Nouv84, che a modo suo ci ricorda Dawson's Creek: “Mentre lui è impegnato a guardarsi i film di Spielberg il suo migliore amico gli frega la donna”; Munkypot che sintetizza Hazzard: “Due tizi non hanno i soldi per riaparare gli sportelli della macchina”; IlDeesonesto che riassume Starsky & Hutch: “Disco Funky e sparatorie. Il nero è sempre lo spacciatore di eroina”; Teotaku che ci fa ridere di (o con?) Hulk: “Non solo i miei muscoli sono indistruttibili, anche le mie mutande”; Sarassfotti che prende in giro gli “agenti” David Duchovny e Gillian Anderson, protagonisti del misterioso X Files: “Senti, inutile che arrivi alla nona stagione. Mulder e Scully non fanno zozzerie. Neanche una stretta di mano proprio”.



Se vuoi scoprire che fine hanno fatto i protagonisti di tutti questi telefilm, così come quelli di Beverly Hills 90210 e tanti altri ancora (come dimenticarsi di Mork & Mindy o dei Chips...), guardati la nostra fotogallery.