Il trono di spade, True Blood, Dexter, Boardwalk Empire. Le serie più amate degli ultimi tempi hanno tutte quante un elemento in comune: degli opening credit che sono opere d'arte. GUARDA I VIDEO
Molti sono d'accordo nel sostenere che, negli ultimi anni, le serie tv hanno raggiunto vette di qualità finora inarrivate: non per niente, molte star del grande schermo come Steve Buscemi o Tim Roth hanno deciso di dedicarsi a progetti come Boardwalk Empire o Lie to Me, trascurando i loro impegni cinematografici. Ad introdurre dei prodotti di tale livello, non potevano che esserci dei titoli di credito all'altezza: ecco quindi che, di pari passo, sono stati creati alcuni degli opening credits più belli di sempre.
I titoli di testa hanno un compito fondamentale: proiettare da subito lo spettatore nelle atmosfere della serie tv e farlo in maniera seducente e originale. Uno dei migliori esempi in questo senso, lo abbiamo già visto, viene dalla sigla iniziale de Il trono di spade, in cui una stupenda sequenza animata disvela da subito la mappa del mondo di fantasia in cui si svolgono le vicende degli Stark e dei Lannister. Non è da meno la sequenza introduttiva di Boardwalk Empire (guarda l'album), che attraverso pochi elementi spiega già le premesse della serie. Gli abiti inizi anni '20 di Steve Buscemi inquadrano non solo il tempo del racconto, ma anche il contesto politico e sociale: siamo nel periodo del proibizionismo e le bottiglie di whisky che si infrangono a riva, perse da chissà quale carico proveniente via mare, ci danno già un indizio chiaro sul fatto che il protagonista, Nucky Thompson, dev'essere coinvolto nel traffico illecito di alcolici.
Il Sud degli Stati Uniti. I redneck. Il razzismo. La superstizione. Il sesso. La palude. Negli incalzanti titoli di testa di True Blood (guarda l'album), sostenuti dalla splendida Bad Things di Jace Everett, una delle più belle canzoni usate per la sigla di una serie tv, sono già contenuti tutti gli elementi di fondo che costituiscono il background in cui è cresciuta Sookie Stackhouse/Anna Paquin. Ma pochi, piccoli inidizi - la scritta “God hates fangs†(“Dio odia le zanneâ€), il sangue - cominciano già a spianare la strada ai vampiri. Lo stesso avviene in Bored to Death, la cui intro fatta per lo più di lettere e disegni rimanda alle professioni del protagonista interpretato da Jason Reitman, uno scrittore che si improvvisa detective, e del suo migliore amico (l'esuberante Zach Galifianakis), un fumettista. E in più c'è il resto: l'ambientazione newyorkese, le donne, i pedinamenti e, se ci fate caso, anche la cannabis, di cui sono tutti quanti dei grandi appassionati.
I titoli di testa svolgono altresì un ruolo fondamentale nell'inquadrare i personaggi. In ognuna delle azioni mattutine svolte dal serial killer “buono†Dexter (Michael C. Hall) nella sigla dell'omonima serie tv, c'è qualche elemento disturbante che rimanda all'omicidio. Ma il modo in cui il ketchup fa pensare al sangue e le stringhe di una scarpa rimandano a un cappio, fa emergere anche l'ironia di fondo del telefilm e del suo protagonista, con cui saremo portati a simpatizzare nonostante egli sia un assassino recidivo. Sono un po' più criptici gli opening credits di Misfits, la cui efficacia è affidata in larga parte a una canzone, Echoes dei The Rapture. Stando però molto attenti (occhio alle ombre!), è possibile cogliere da subito dei suggerimenti su quelli che saranno i superpoteri dei cinque delinquentelli britannici.
Misfits e True Blood ci hanno dimostrato quanto sia importante la scelta della musica, nel confezionare delle intro memorabili. Hanno adottato questo approccio, sebbene secondo direttive opposte, sia Dr. House che Big Bang Theory: da un lato, l'emozionante Teardrop dei Massive Attack è sufficiente da sola, senza che vi sia un grande lavoro sui titoli di testa, a calamitare l'attenzione del pubblico (anche se la canzone non è stata utilizzata in tutti i Paesi, per problemi di diritti d'autore, ed è stata sostituita da un brano simile); dall'altra, lo scanzonato brano dei Barenaked Ladies riesce già a mettere lo spettatore di buon umore, ancora prima che Penny, Leonard e Sheldon abbiano aperto bocca.
La tragedia della guerra, il patinato mondo della pubblicità degli anni '60, la Roma violenta del decennio successivo sono tutti elementi che emergono nelle splendide sequenze di apertura di The Pacific, Mad Men, Romanzo Criminale (guarda l'album), dimostrazioni di come, in effetti, il buongiorno si veda dal mattino. E ce ne sarebbero da citare molte altre, di serie tv di cui parlare. Il modo migliore di chiudere questa breve rassegna, però, è menzionare la sigla di una produzione attualmente in onda su Fox Life (canale 114 di Sky): stiamo parlando di Pan Am, serial con Christina Ricci che racconta le vicende della celebre compagnia aerea negli anni '60. E con questo facciamo parlare i titoli di coda (su cui si potrebbe scrivere un altro articolo...).