di Linda Avolio


Il cinema lo fa di continuo. La trilogia di Millennium (addirittura in due versioni, svedese e americana), la saga di Twilight, i tre film tratti dal libro Il Signore degli Anelli, Thor, X-Men, The Avengers, Iron Man e altri supereroi, e tra poco anche Sulla Strada di Kerouac, sono solo alcuni titoli di film o saghe cinematografiche tratte da romanzi o da graphic novel (i comics, da noi conosciuti come fumetti).

La tv, dal canto suo, non sta certo a guardare, e sono anni che anche lei prende spunto dalla letteratura e dal mondo delle storie illustrate. Mancanza di creatività, voglia di andare sul sicuro o semplicemente un modo come un altro per partire con un’idea per una serie?
Tutte queste cose e nessuna, perché alla fine è proprio vero che l’unica cosa che conta è il risultato: in una serie (o in un film) l’idea di base è solo il punto di partenza, e ciò che importa è che quest’idea venga sviluppata bene, a partire dalle linee narrative e dai dialoghi fino al montaggio e agli effetti speciali.
Ma quali sono le serie che negli ultimi anni sono state trasportate dalle librerie agli schermi televisivi?

I casi più recenti e più noti sono senza dubbio Il Trono di Spade, True Blood e The Walking Dead. La prima serie, come ormai tutti sapranno, è infatti l’adattamento televisivo della saga fantasy creata da George R. R. Martin Cronache del ghiaccio e del fuoco; la seconda si ispira al Ciclo di Sookie Stackhouse di Charlaine Harris; l’ultima è invece la versione televisiva dell’omonimo fumetto creato da Robert Kirkman.

La pratica di attingere a piene mani dal mondo letterario, però, non è nata negli ultimi anni. Per esempio Sex and The City (trasmesso per la prima volta da HBO nel 1998) nasce dall’omonimo libro di Candace Bushnell, che ha poi pensato bene di concedere l’adattamento anche di Lipstick Jungle (uscito nel 2005) e di The Carrie Diaries (uscito nel 2010 e prossimamente sui nostri schermi).

Molti teen drama – serie tv pensate esplicitamente per un pubblico adolescenziale – affondano le loro radici nella carta e nell’inchiostro: Roswell, Gossip Girl, The Vampire Diaries, Friday Night Lights, Pretty Little Liars e The Secret Circle sono solo alcuni degli show trasportati sul piccolo schermo.

Il teen drama, però, non è l’unico macrogenere seriale a prendere ispirazione dalla letteratura. Dexter, per esempio, nasce dalla penna di Jeff Lindsay, che nel 2004 pubblica il racconto La mano sinistra di Dio, su cui è basata la prima stagione della serie. Bones nasce invece da una rivisitazione dei romanzi thriller della scrittrice Kathy Reichs che hanno come protagonista la dottoressa Temperance Brennan.

Infine c’è poi il caso particolare di C’era Una Volta. Che non è proprio un adattamento, quanto una rivisitazione globale e praticamente totale delle fiabe classiche più famose. Un’idea senza dubbio molto originale e soprattutto piena di possibili spunti narrativi.

E in Italia? Di certo non mancano adattamenti televisivi – specialmente nel formato della miniserie e del film-tv – di grandi successi letterari, soprattutto dei grandi romanzi ottocenteschi. Ad ogni modo, i due esperimenti più riusciti sono senza dubbio Romanzo Criminale e Quo Vadis, Baby?.
La prima serie, ispirata all’omonimo libro di Giancarlo De Cataldo, è stata un vero e proprio fenomeno di costume, ma la qualità e il valore di questa produzione hanno varcato i confini nazionali, perché HBO ne ha acquistato i diritti l’anno scorso.
Quo Vadis, Baby? – serie tratta dai racconti di Grazia Verasani che vedono come protagonista la detective privata Giorgia Cantini – non ha riscosso lo stesso successo dello show ispirato alle vicende della Banda della Magliana, ma è senza dubbio un prodotto di alta qualità, con un’ottima Angela Baraldi nel ruolo della protagonista, già interpretato per l’omonimo film di Gabriele Salvatores.