di Linda Avolio


L’episodio finale di The River andrà in onda alle 21:10 su Sky Uno il 19 aprile. Il viaggio è concluso? Nei precedenti episodi abbiamo dapprima assistito al ritrovamento di un borsone contenente i filmati dell’ultima spedizione di Emmett cole, e poi ci siamo inoltrati nel terrificante centro di ricerca, dove finalmente abbiamo trovato il desaparecido rinchiuso dentro un bozzolo.
I misteri di The River, però, sono ancora ben lontani dall’essere svelati, e l’ultimo episodio si preannuncia ricco di colpi di scena e di rivelazioni.

La serie, come abbiamo più volte ricordato, è girata nello stile del finto documentario, il mockumentary. Scopo primario di questa scelta stilistica è appunto quello di cercare di rendere ancora più reale l’esperienza dello spettatore, e sicuramente l’uso della camera a mano e delle riprese 24 ore su 24, stile Grande Fratello, di sicuro aiutano.
E’ poi molto importante il lavoro sui personaggi, che devono essere considerati in tutto e per tutto delle persone vere, realmente esistenti, per permettere agli spettatori di sentirli ancora più vicini.

E’ per questo motivo che sul sito di ABC, il network americano che ha trasmesso la serie, troviamo un’intera sezione dedicata alle interviste ai protagonisti. Non agli attori, ma proprio ai personaggi. Ecco cosa pensavano i nostri eroi prima di partire per il cuore di tenebra alla ricerca dello scomparso dottor Cole.

Il Capitano Kurt Bryndilson, come suo solito, si è dimostrato fin dall’inizio sicuro di sè, un duro che non scende a compromessi: Io sono l’addetto alla sicurezza, non sono qui per fare amicizia. Se loro faranno quello che dico, resteranno vivi, altrimenti…

La giovane Jahel, invece, inizialmente non riusciva proprio a spiegarsi il comportamento del Dr Cole: Io e mio padre abbiamo vissuto per così tanto tempo sulla Magus, e poi all’improvviso il signor Emmet se n’è andato senza di noi…

AJ Poulain, il cameraman, pensa soltanto al suo lavoro: Se dovessi morire, il ricordo di me durerebbe poco, ma le cose che riprendo, se sono davvero straordinarie…quelle dureranno per sempre.

Emilio Valenzuela ripensa invece a Emmet Cole con gratitudine: Ho conosciuto il dottore appena uscito di prigione. Lui vide qualcosa in me e fu l’unico a offrirmi una seconda possibilità.

Il cinico Clark Quietly non è poi così cinico in fondo: Forse riuscirò a dar loro (ndr Tess e Lincoln) un happy ending, forse no…in ogni caso avranno la possibilità di dirgli addio.

I pensieri di Lena Landry vanno invece al padre, il cameraman misteriosamente scomparso insieme al Dr Cole:  Mio padre era coraggioso quanto Emmet, solo che lui doveva andarsene in giro con tutta l’attrezzatura. […] Senza dubbio Emmet era la faccia e il cuore del programma, ma mio padre era le gambe, le braccia, le spalle, e non ha mai voluto altro. […] E’ l’uomo più umile che abbia mai conosciuto.

Tess ripensa invece ai viaggi estremi fatti in passato col marito: Io ed Emmet facevamo queste cose incredibili molto prima di avere le videocamere puntate addosso. E’ così che mi ha conquistato…

Infine Lincol condivide il suo più bel ricordo col padre: Non è niente di quello che è stato filmato, e non è niente di speciale. I miei ricordi più belli sono quelli più banali e magari noiosi. Per esempio quando mi dava la buona notte senza avere il fiato delle videocamere sul collo. Comunque diciamo che spero di avere ancora altri ricordi, ok?


Se masticate bene l’inglese e volete leggere le interviste complete ai personaggi, non dovete fare altro che andare a questo indirizzo.


Buon (ultimo?) viaggio!