Le serie finiscono, è inevitabile. Certo, Beautiful va in onda da più di vent’anni, ma quello delle soap opera è un mondo a parte. Gli show a cadenza settimanale, invece, devono fare i conti con il moltiplicarsi esponenziale dell’offerta televisiva degli ultimi dieci/quindici anni, ed è difficile che una serie in America riesca a fare trenta o quaranta milioni di spettatori come succedeva negli anni Settanta e Ottanta.
Insomma, il tempo delle corazzate inaffondabili che andavano avanti per dodici o quindici stagioni sembra ormai definitivamente concluso, e al giorno d’oggi una serie può considerarsi lunga e di successo se riesce ad arrivare ad almeno cinque o sei stagioni.
Sono specialmente i canali via cavo (Showtime, HBO, Starz, TNT, AMC) a dover fare i conti, letteralmente, con questo problema, che in realtà problema non è. Perché se è vero che rispetto alle reti in chiaro tendono ad avere budget più contenuti, è anche vero che le cable tv possono potenzialmente fregarsene della vendita degli spazi pubblicitari e basarsi sugli introiti derivanti dagli abbonamenti per pianificare quali show produrre e per quanto tempo.
La pianificazione, insomma, è essenziale, auspicabile e spesso necessaria.
Ed è proprio in quest’ottica che Starz e Showtime hanno annunciato che la terza stagione di Spartacus (War of the Damned) e l’ottava di Dexter saranno le ultime.
Per quanto riguarda la serie che narra le gesta del gladiatore ribelle, la spiegazione di tale scelta è semplice: a parte i problemi dovuti al recasting del protagonista (che però non hanno inciso sullo share della seconda stagione, anzi), a rischio di sottolineare l’ovvio è bene ricordare che la parabola di Spartacus terminava con la sua morte. No, non è uno spoiler, è storia.
Con Dexter il discorso cambia. I produttori e lo show runner della serie (che grossomodo potremmo definire "capo progetto") volevano chiudere alla settima stagione per andarsene col botto, ma alla fine con Showtime hanno concordato di arrivare a quota otto.
Certo, salutare Spartacus e Dexter sarà dura, ma le repliche renderanno tutto un po’ più facile…speriamo!



