di Marco Agustoni

Alla fine della seconda stagione di The Walking Dead, il suo personaggio si ritrova ad essere abbandonato dal gruppo e a un passo dal finire divorata dagli zombie, salvo essere tirata fuori dai guai da un misterioso salvatore. Ovvio quindi che per Laurie Holden e per la bionda Andrea, da lei interpretata nelle prime due stagioni della serie tv di culto, le nuove puntate in onda dal 15 ottobre su Fox (canale 111 di Sky) si preannuncino ricche di avvenimenti. In attesa della terza serie di The Walking Dead, abbiamo quindi deciso di parlarne con lei.

Sul finire della seconda stagione Andrea se la vede davvero brutta…
Già, nell'ultima puntata viene salvata da una guerriera incappucciata e si ritrova separata dal resto del gruppo. Perciò nella terza stagione avrà una storyline separata e la vedremo lottare per ritrovare gli altri. Inoltre si ritroverà a dover fare delle scelte difficili, perché le sue azioni avranno delle conseguenze molto importanti su ciò che la circonda. La aspettano delle giornatacce!

Nella seconda stagione vediamo anche Andrea diventare più forte: questa crescita continuerà nei nuovi episodi?
Tutti i personaggi in The Walking Dead hanno una loro evoluzione. Devono crescere per forza di cose, perché sono dei sopravvissuti in un mondo ostile. Ma in effetti Andrea subisce un cambiamento particolare e nella nuova stagione diventerà ancora più sicura di sé.

Parte di questo cambiamento è da attribuire anche a Shane, che le insegna a sparare come si deve e a difendersi da sé?
Sì, sotto un profilo fisico è così. Ma si tratta soprattutto di una crescita psicologica, perché Andrea decide finalmente di non voler essere più una vittima, vuole essere in grado di cavarsela da sola e riesce a tirare fuori una forza interiore che non avrebbe mai immaginato prima.

Sul finale di stagione vediamo morire alcuni personaggi chiave: come reagirà il gruppo a queste perdite?
È nella natura dello show e quelli che sono morti alla fine della stagione non saranno certo gli ultimi ad andarsene. Ogni perdita è un grave colpo per il gruppo, ma loro vanno avanti comunque. Non c'è alternativa.

E il pubblico, invece, come reagisce nel vedere morire i propri beniamini? Nelle serie tv di una volta i personaggi principali non morivano mai, mentre adesso - vedi Il trono di spade - nessuno è più al sicuro...
È uno dei motivi per cui il pubblico ama questo show: è così realistico. Nei vecchi telefilm vedevi i tuoi eroi in difficoltà, ma sapevi già che alla fine della giornata se la sarebbero cavata. In The Walking Dead non funziona così, sai che in ogni puntata può morire uno qualsiasi dei protagonisti e quindi sei in apprensione per loro. È terrificante ma anche appassionante. È come dici tu: nessuno è al sicuro.

Gli episodi passati hanno anche mostrato la love story nascente tra Glenn e Maggie. Pensi che innamorarsi in un mondo infestato da zombie sia una buona idea?
Innamorarsi è sempre una buona idea! È bello che queste due persone riescano a provare qualcosa di simile in un mondo così cupo. Non farebbe male anche ad Andrea... [ride]

Se incontrassi uno zombie per strada come reagiresti.

Dipende. Se avessi un bel fucile gli sparerei dritto in testa: ho una buona mira proprio come Andrea. Altrimenti scapperei a gambe levate.

The Walking Dead a parte, qual è la tua produzione sugli zombie preferita?
Ho amato molto 28 giorni dopo e anche il remake de L'alba dei morti viventi.

Il tuo mostro da film preferito?
Di sicuro gli zombie, perché ormai ho avuto così tanto a che fare con loro che mi sono affezionata. [ride] E poi quelli di The Walking Dead sono davvero speciali, Greg Nicotero ha fatto un lavoro incredibile. Non è solo il realismo: i nostri zombie ti mostrano davvero la complessità di un morto vivente. Da un lato sono dei mostri, ma dall'altro sono anche degli esseri umani infettati da un virus. Per loro si prova sia orrore che pena. Questo dualismo emerge in maniera netta ed è molto emozionante.