di Marco Agustoni

Cosa direbbe il detective Kevin Corcoran se incontrasse i suoi colleghi ispettori di CSI: New York? Probabilmente qualcosa del tipo: "Eh,  ai miei tempi non avevamo mica tutte quelle diavolerie per risolvere i crimini. Ce la dovevamo cavare grazie al nostro istinto e magari anche a una sana dose di violenza". Già, perché i suoi erano tempi tutt'altro che facili: parliamo del 1864, sul finire della Guerra di Seccessione americana e agli albori dell'emancipazione della popolazione afroamericana dalla schiavitù, cambiamento che come ben sappiamo non fu accolto con favore in tutti quanti gli Stati Uniti. Immigrato irlandese, Corcoran si appunta il distintivo da poliziotto al petto non solo per raddrizzare le storture di una New York in preda ai tumulti, ma anche per indagare sull'uccisione della figlia e la scomparsa della moglie. Sono queste le premesse di Copper, serie tv nuova di pacca che partirà giovedì 11 ottobre su Fox Crime (canale 117 di Sky) e che paradossalmente rinnova il filone dei telefilm investigativi con un tuffo nel buon vecchio XIX secolo. Ne abbiamo parlato con Tom Weston-Jones, che interpreta Kevin Corcoran in questa produzione di BBC America.

Com'è cercare di risolvere crimini senza i mezzi investigativi moderni?
Penso che sia l'aspetto che piacerà di più al pubblico, perché in molti si chiedono quanto fosse difficile fare i poliziotti una volta, senza l'aiuto della scientifica e così via. I creatori dello show sono stati molto accurati da un punto di vista storico, non volevano fare una serie tv ambientata nel passato, ma con elementi presi in prestito dai nostri giorni. Per fortuna di Corcoran, ad aiutarlo c'è uno scienziato afroamericano che in un modo o nell'altro gli fa da anatomopatologo. Si tratta spesso di metodi sperimentali e non sempre così accurati, ma comunque rivoluzionari per l'epoca. Per il resto, Corcoran se la deve cavare grazie al suo istinto e alle sue sole forze.

Quanto è stato importante per il team produttivo ricostruire la New York del 1860 in maniera fedele?
È stato fondamentale. Prima ancora che lo show si mettesse in moto, c'è stata una fase di ricerca meticolosa per capire come rendere al meglio la New York dell'epoca. Non solo: la serie si ambienta in questo quartiere chiamato Five Points, che esisteva allora ma adesso non c'è più. E nonostante ciò è stato ricostruito nei dettagli prendendo a riferimento dei documenti di allora. I costumi e l'ambientazione sono stati curati nei dettagli, fino allo sporco e ai rifiuti che ai tempi stipavano le strade.

Anche tu hai compiuto delle ricerche per capire come pensava un uomo e un poliziotto del XIX secolo?
Sì, anch'io ho studiato molto, ma non sono mai salito sul set con l'intenzione di "essere un uomo del XIX secolo". Ognuno di noi, nella vita di tutti i giorni, non agisce pensando ogni momento all'epoca in cui si trova. Agisce e basta. Ed è il contesto in cui si ritrova che, in maniera quasi automatica, condiziona il suo modo di fare. Per cui è stato qualcosa di molto spontaneo.

Pensi che ci siano delle analogie tra te e Kevin Corcoran?

Man mano che lo interpretavo mi sono accorto che qualche somiglianza c'era. Per fare un esempio, io sono nato in un posto ma sono stato cresciuto all'estero (nda: originario dell'Inghilterra, Weston-Jones si è poi trasferito con la famiglia a Dubai), e allo stesso modo Corcoran è un immigrato, non appartiene veramente al posto in cui vive.

Corcoran ha un background piuttosto complicato...
Corcoran è stato un pugile, magari non di grande successo ma con i suoi momenti di gloria. Ha combattuto nella guerra civile in un reggimento irlandese-americano e torna a New York nel bel mezzo di una serie di tumulti popolari. E un tempo aveva una famiglia, ma ora si ritrova con una figlia morta e una moglie scomparsa. Quindi sì, ci sono un bel po' di elementi in gioco, che ovviamente concorrono a renderlo interessante.

Cosa ci può dire la New York del XIX secolo sul nostro presente?
In effetti ci sono molti elementi comuni tra quel che stava succedendo allora e quel che succede oggi. Negli Stati Uniti post-guerra civile per molti la vita era difficile e le proteste erano all'ordine del giorno. Anche oggi ci sono tante persone disperate e assistiamo a moti popolari nelle principali città del mondo, come quelli avvenuti a Londra non molto tempo fa. In più anche quella era, come la nostra, una fase di grandi cambiamenti. E la gente ha sempre paura dei cambiamenti, tante che alle volte reagisce ad essi in maniera violenta. Insomma, Copper ci racconta tante cose sui nostri giorni... una ragione in più per vederlo, no?