di Nicola Bruno

Quando uno zombie irrompe sullo schermo e il sangue si gela nelle vene, è meglio afferrare un cuscino oppure uno smartphone? E’ più forte il desiderio di condividere il terrore su Twitter oppure la paura prende il sopravvento su ogni tentazione 2.0? E quali sono, invece, i momenti in cui gli spettatori sono meno propensi a socializzare le proprie impressioni online?
A queste e altre domande ha provato a rispondere un esperimento pilota condotto nei laboratori del New York City College da Harmony Institute (centro di ricerca che studia le nuove dinamiche dell’intrattenimento digitale) a partire proprio dalla serie cult del momento: The Walking Dead.

L’esperimento - Nel tentativo di capire meglio quali sono i processi alla base delle nostre vite multi-schermo (si guarda sempre più la tv con uno smartphone in mano), i ricercatori hanno prima analizzato un campione di 19.000 tweet pubblicati durante la puntata pilota di The Walking Dead. Hanno così potuto isolare i 194 momenti dello show in cui gli utenti sono risultati più attivi e categorizzare ciascun tweet in base al sentiment (positivo o negativo), l’umore e il coinvolgimento.
In un secondo momento hanno rinchiuso venti volontari in un laboratorio. Dopo avergli piazzato gli elettrodi sul cranio, li hanno sottoposti a un elettroencefalogramma per tutta la durata della puntata pilota, riuscendo così a registrare i picchi di attività neuronale in base a tre variabili: attenzione, memoria, emozione.
Terminato l’esperimento, hanno messo a confronto i momenti che avevano fatto registrare più traffico su Twitter con quelli che invece avevano messo più a dura prova il cervello dei volontari. Conclusione? Ai picchi di messaggi su Twitter corrisponde anche un aumento dell’attività neuronale. Segno che le scene ben scritte e girate sono non solo coinvolgono di più gli spettatori, ma sono anche quelle più condivise e chiacchierate online.
Ad esempio, durante la nota scena in cui il poliziotto Rick Grimes spara in testa alla piccola zombie con metà corpo (nota anche come “Bicycle Girl"), si è notato un picco di attività online: “I tweet immediatamente successivi dimostrano alti livelli di immersione e sentiment positivo (eccitazione, celebrazione); mentre quelli arrivati dopo spesso sono più ironici (scherzi o tentativi di alleviare la tensione)”, spiegano i ricercatori.

Scene fantasma - Non sempre, però, vale la regola “mi coinvolge, allora twitto”. Durante la scena clou in cui il protagonista Rick Grimes si sveglia dal coma e trova l’ospedale completamente abbandonato, il traffico su Twitter è improvvisamente crollato, mentre l’attività neuronale dei volontari è risultata molto alta. Un paradosso apparente che gli autori della ricerca definiscono “Ghost Engagement” (e cioè “coinvolgimento fantasma”). Ovvero: si è talmente assorti a livello emotivo da non avere né la forza di afferrare lo smartphone né la voglia di fare i commentatori simpatici su Twitter.

Neuro-tv e neuro-web - Come mette in luce la webzine Fast Company, i risultati di questa ricerca pilota sono molto interessanti per le case di produzione e i network televisivi che vogliono capire meglio come massimizzare gli ascolti. Non è un caso che, tra i fondatori di Harmony Institute, c’è John S. Johnson, fondatore di Buzzfeed, popolare sito di intrattenimento online che utilizza sofisticati algoritmi per capire quali saranno le notizie e le foto-gallery più condivise dagli utenti. Come dire: dietro ai tanti gattini e LOL che si vedono ogni giorno su Buzzfeed c’è tutta una scienza analitica. E lo stesso potrebbe valere anche per i morti viventi che vediamo camminare senza tregua in The Walking Dead: quando irrompono sullo schermo fanno sobbalzare non solo i social-network, ma anche i nostri circuiti neuronali; capire come funzionano queste dinamiche rappresenta una delle prossime frontiere della neuro-tv.