di Linda Avolio


Forgiati nel sangue, mossi dalla vendetta, guidati dal destino: ogni battaglia ha i suoi eroi, ma soltanto uno diventerà leggenda


Tre è il numero perfetto: questo è quello che devono aver pensato gli autori e Steven S. Deknight, produttore esecutivo nonché demiurgo (quasi) assoluto della serie Spartacus, che con War of the Damned si accingono a tessere le fila della storia del gladiatore ribelle e dei suoi compagni.

Episodio dopo episodio e stagione dopo stagione, Spartacus è cresciuto: dapprima c’erano i combattimenti nell’arena di Capua e la vita nel ludus del compianto Batiato, poi c’è stata ribellione, a cui sono seguiti gli inutili tentativi di Glabro di catturare gli ex schiavi, e ora è il momento della guerra vera e propria.

Spartacus è ormai un vero e proprio generale, e la sua armata è formata da persone intenzionate a lottare fino all’ultimo per la libertà. Nel finale della seconda stagione purtroppo ci sono state perdite importanti (Mira e Enomao), ma il trace ribelle ha ancora al suo fianco tre valorosi generali: Agron, Crisso e Gannicus.

La lotta contro Roma e contro Crasso e un giovane Cesare si preannuncia dunque più sanguinosa e cruenta che mai:




Che la battaglia per la libertà abbia inizio!