di Paolo Nizza

"Poe è il più indegno, il più depravato degli esseri…è un bruto, un maiale del genio, un pazzo agitato dai tre spiriti della falsità, della furia, e dell’immoralità…un demone delirante che corre e urla nelle tenebre, mostruoso bastardo del diavolo”


Con questi improperi, intorno alla metà dell’Ottocento, il gazzettiere del Living Age liquidava l’inventore del romanzo poliziesco, l’indagatore dell’incubo, l’aedo della letteratura horror. Nato da una madre attrice e un padre ubriacone, rimasto orfano all’età di due anni, espulso con disonore dall’accademia di West Point, Edgar Allan Poe morì il mattino del 7 ottobre del 1849. Non più di 10 persone seguirono la sua bara inumata nel cimitero presbiteriano di Baltimora.

Certo, chissà quanti follower avrebbe ora su twitter "quello scellerato di marca, quel mendicante, quel vagabondo", come lo definì il cronista della rivista di Edimburgo nel 1858. Sì,perché, oltre ad aver rivoluzionato il romanzo nero, Poe è anche il nume tutelare di The Following, la serie in onda su Sky in cui il social killer Joe Carroll si ispira proprio al poeta nato a Boston. D’altronde,  Poe  scriveva: “Tutto ciò che vediamo o sembriamo non è altro che un sogno in un sogno." E cosa sono il grande e il piccolo schermo se non una fabbrica di sogni? E spesso di incubi.

Sin dall'epoca dei Silent Movie, le fantasmagorie di Poe si sono trasformate in celluloide. Basti pensare a La caduta della casa Husher (1928), capolavoro del muto, diretto da Jean Epstein e sceneggiato da  Luis Buñuel. Notevole anche Il Dottor Miracolo, una delle prime trasposizioni cinematografiche di I delitti della Rue Morgue, con un istrionico Bela Lugosi.




Ça va sans dire, il più noto esegeta di Poe sul grande shermo è stato Roger Corman. Dal 1960 al 1964 il regista americano girò sette film: I vivi e i morti Il pozzo e il pendolo, Sepolto vivo, I racconti del terrore, I maghi del terrore, La maschera della morte rossa, La tomba di Ligeia. Per esplorare i tortuosi sentieri della mente di Poe, Corman andò persino in analisi.Tant'è che nella sua autobiografia scrive, a proposito di Villa Husher: "La casa può essere vista come il corpo di una donna, reso accessibile da porte, finestre, archi. Il corridoio diventa la vagina. Avanzare lungo il corridoio oscuro potrebbe significare, ad esempio, scendere nei recessi dei primi turbamenti sessuali di un ragazzino. Sono impulsi contraddittori: un'attrazione e un desiderio irresistibili nei confronti del sesso, e la paura dell' ignoto e dell' illecito ed è proprio l' ambivalenza a creare tensione."



Se negli States, gli incubi hanno il volto aristocratico e perverso dell'immenso Vincent Price, superbo sia nei panni del Principe Prospero, sia in quelli di Roderick Usher, in Italia è Terence Stamp a restituirci tutta l'angoscia e la follia dell'arte di Poe. In Toby Dammit, tratto dal Racconto Non scommettere la testa con il diavolo e unico episodio riuscito di Tre Passi nel delirio, Stamp è un dolente e narciso alter ego di Edgar Allan, sublime quando recita il Macbeth. Certo, la regia di Fellini contribuisce a rendere indimenticabili le immagini.
Anche un altro maestro del cinema italiano si è cimentato con Poe. Si tratta di Dario Argento che nel film a episodi Due occhi diabolici rilegge Il gatto nero in chiave iperrealista,con citazioni da Hopper e un Harvey Keitel sadico fotoreporter. L'altro episodio del film è firmato da George A. Romero che trasforma The Facts in the Case of Mr. Valdemar in un apologo sull'avidità.



Anche il cinema bis nostrano ha omaggiato l'autore di Il pozzo e il pendolo: da Il Tuo vizio è una stanza chiusa è solo io ne ho la chiave con una Fenech sexy e morbosa a Nella stretta morsa del ragno con un Klaus Kinsky nei panni di Poe. Peraltro a interpretare sullo schermo il tormentato scrittore si solo alternati, tra gli altri, Geoffrey Wallace in Il giardino delle torture, Ben Chaplin in Twixt e recentemente John Cusack in The Raven.



Ma in The Following, i volti di Poe si moltiplicano come in un gioco di specchi ed arabeschi. Al tempo dei social network e dei microblogging, il corvo di The Raven si trasfigura in Larry, l’uccellino di Twitter. E' non è una parodia alla Bart Simpson. Nella spirale omicida in cui si agitano il maniaco Joe Carroll e i suoi demoniaci follower si riflettono gli occhi ardenti di Ligeia, i denti lunghi stretti, e terribilmente bianchi di Berenice,la pelle lattiginosa di Morella, le mani di Eleonora.
Perché "Se guarderai a lungo nell'abisso, anche l'abisso guarderà dentro di te", diceva Nietzsche.
Forse la sola panacea contro questa velenosa deriva mortifera è Charles Baudelaire.  L’autore dei Fiori del male, fratello spirituale di Poe, considerava, a ragion veduta, l'autore americano una vittima e non un carnefice. E invita con queste parole a rendere omaggio al diletto Edgar: “voi tutti che avete aspirato all’infinito pregate per Poe che vede e che sa; intercederà per voi."