di Linda Avolio


In certe occasioni un piccolo dettaglio può fare la differenza. Immaginate di trovarvi sul Bridge Of The Americas, esattamente sul confine tra U.S.A. (Texas) e Messico (Stato di Chihuahua): se vi spostate verso nord, in direzione di El Paso, siete in un mondo, ma se vi spostate verso sud, in direzione di Ciudad Juárez, siete in un altro, completamente diverso.

Non stupisce dunque che The Bridge, il nuovo show di casa FX in onda ogni giovedì alle 21:00 su FoxCrime HD, non sia un semplice thriller in cui l’importante è scoprire l’identità dell’assassino. Questa volta, infatti, a essere in primo piano sono le motivazioni che spingono il killer a uccidere, e lo capiamo quasi subito, nel finale del primo episodio, quando il giornalista Daniel Frye riceve un messaggio vocale davvero inequivocabile: i resti trovati sul ponte sono solo i primi di una lunga serie.

E’ chiaro che chi ha orchestrato il tutto sembra fermamente intenzionato a denunciare il grave problema dei numerosi omicidi irrisolti nella città di Juárez: perché la morte di una donna americana è più importante della morte di centinaia di ragazze messicane?

Pare che inizialmente lo show dovesse essere ambientato sul confine tra gli U.S.A. e il Canada, cosa che l’avrebbe avvicinato all’originale da cui è tratto (l’europeo Bron, o Broen, la cui storia si sviluppa e si attorciglia tra la Danimarca e la Svezia), ma alla fine si decise di optare per il confine tra gli U.S.A. e il Messico. Merito della executive producer Meredith Stiehm, già autrice di numerosi episodi di Homeland – Caccia alla spia.

Una scelta decisamente azzeccata, perchè spostandosi sul confine più problematico, quello che ogni giorno è teatro di innumerevoli tragedie umane causate dalla povertà e dal sogno di una vita migliore, il piano del racconto si è allargato, e dalla critica alla politica si è spostato alla critica alle politiche, in particolar modo quelle riguardanti i problemi legati all'immigrazione (specialmente quella clandestina), alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e alla tratta di esseri umani.

“L'idea di ambientare la serie in quella zona è stata particolarmente interessante, perchè il confine tra Messico e U.S.A. è così ricco di situazioni drammatiche” ha rivelato Meredith Stiehm a TVGuide.com. “Ogni giorno tra i titoli delle news c'è qualche notizia a riguardo: ci sono molti episodi di criminalità, c'è corruzione, e l'immigrazione è un argomento bollente negli Stati Uniti... E tutto questo succede ogni giorno sia qui (ndr, negli U.S.A.), sia pochi metri più in là, appena dopo il confine. La nostra intenzione è quella di mettere in piedi uno show avvincente, di raccontare una storia, non vogliamo fare politica, però speriamo che The Bridge riesca a mostrare almeno uno spaccato di questa situazione, e che riesca a creare un dibattito, così com'è stato per Homeland”.

Dal marcio della politica al marcio della società in generale, dunque, e ormai, dopo pochissimi episodi, è già chiaro che The Bridge è una vera e propria discesa all'inferno: siete pronti a calarvi nelle indagini insieme ai detective Sonya Cross e Marco Ruiz?


L’appuntamento con The Bridge è ogni giovedì sera alle 21:00 su FoxCrime HD.