di Marco Agustoni

Breaking Bad è già nella storia della televisione. Ancora prima della sua fine ufficiale, la serie tv imperniata su Walter White, il mite professore trasformatosi in re del crimine, viene acclamata da molti come una delle più stupefacenti (in tutti i sensi) degli ultimi anni. Perciò non c'è da meravigliarsi che i fan dello show targato AMC siano in fermento per via degli ultimissimi episodi, che saranno trasmessi da sabato 21 settembre alle 22 su AXN (canale 120).

D'altronde, la prima metà della stagione conclusiva, la quinta, terminava con un cliffhanger che è stato un vero e proprio pugno allo stomaco degli spettatori, con il cognato di Walt, il capo della DEA Hank Schrader, che trova un piccolo, eppure fondamentale indizio. Niente di che, a dirla tutta, ma comunque abbastanza per accendere una lampadina nella sua mente e permettergli di collegare il pacato ex professore alla cupa figura di Heisenberg, boss del narcotraffico disposto a tutto pur di continuare a inondare le strade con la propria metamfetamina blu.

E dire che mister White (interpretato in maniera strepitosa da Bryan Cranston), appena prima di lasciarsi dietro, a causa di un moto di vanità, la fatale traccia, aveva deciso di ritirarsi dal giro e di godersi "onestamente" i frutti del suo lavoro. È però facile immaginare che il tenace Hank non si lascerà sfuggire l'uomo che ha inseguito per tanto tempo, in quello che si va delineando come uno scontro fra titani: da un lato uno sbirro dotato di intuito e privo di mezze misure; dall'altro, un autentico genio del male, capace di qualsiasi sotterfugio pur di vivere in pace gli ultimi giorni in famiglia, prima di essere divorato da un cancro sempre in agguato. Senza dimenticare che tra i due si trova anche l'incognita Jesse Pinkman, ormai ridotto in briciole dai sensi di colpa.

Il fascino morboso di Breaking Bad, tutto sommato, sta proprio qui: nel vedere fino a che punto potrà spingersi un uomo qualunque come Walter White, una volta imboccata la via del Male. Perché se è vero che in un primo momento l'attività di produttore di metamfetamine doveva servire per lasciare qualche soldo alla famiglia in caso di prematura dipartita, col tempo il nostro signor Rossi ci ha preso gusto e si è trasformato, stagione dopo stagione, in un mostro capace di ricorrere, a seconda delle necessità, alla violenza, alla manipolazione e all'inganno, pur di rimanere il Re.

Fino alla sua "epifania cancerogena", Walt è un uomo schiacciato dalla paura, annichilito. Ma quando la malattia lo mette con le spalle al muro, risponde al mondo con una violenza ancora più estrema di quella che il mondo stesso gli ha riservato. "Non mi stanno minacciando. Sono IO la minaccia!", sbraita in pieno delirio di onnipotenza. E sancisce la sua definitiva trasformazione intimando: "Di' il mio nome!". Perché ormai, pensione o non pensione, lui non è più Walter White, ma Heisenberg. E per Heisenberg è arrivato il momento della resa dei conti.