di Linda Avolio


La sesta stagione di True Blood volge ormai al termine anche in Italia: l'ultimo episodio andrà infatti in onda su Fox alle 22:45 lunedì 30 settembre, e finalmente scopriremo le vere intenzioni di Warlow nei confronti di Sookie e le ripercussioni della “guerra” dichiarata ai vampiri dall'ex governatore della Luisiana: l'uomo è stato ucciso da Billith verso metà stagione, ma senza dubbio le conseguenze delle sue folli decisioni si sentiranno anche nel prossimo capitolo televisivo della serie, il settimo, che sarà anche l'ultimo.

In attesa di assistere al gran finale, ecco sei cose che ci sono piaciute di questa bizzarra sesta stagione.

1 – I cattivi. Pensavamo tutti che il big bad a questo giro sarebbe stato Billith, e invece sono entrati in scena il governatore Burrell e la strepitosa Sarah Newlin. Che dire? Due personaggi eccessivi ma davvero perfetti per il ruolo che ricoprono. Lui, sbruffone e arrogante, si erge a difensore non solo della Luisiana e degli stati del sud, ma dell'intera razza umana. Lei, graditissimo ritorno, si crede prescelta da Dio per compiere a termine una missione importantissima: andare a letto con Jason. E ovviamente anche sterminare i vampiri. Che coppia!

2 – Il ritorno di un vero pericolo. Dopo una quinta stagione in cui manca un vero big bad (Russell viene fatto fuori in due secondi da Eric, e il misterioso Warlow rimane solo un'inquietante presenza), il sesto capitolo di True Blood non solo ci presenta un nuovo antagonista (il governatore Burrell) e il gradito ritorno dell'ex signora Newlin, ma ci mette anche di fronte al terribile piano dei due: un campo di internamento (atto a studiare e analizzare i succhiasangue per neutralizzarli) e il progetto di avvelenare le nuove scorte di TruBlood con il mortale virus dell'epatite V.

3 – Meno melodramma. Al diavolo il quadrangolo amoroso Sookie-Bill-Eric-Alcide: la sesta stagione nel complesso è stata una stagione votata all'azione, e la scelta degli autori è stata senza dubbio vincente.

4 – Jason is back. Dopo un paio di stagioni in cui neanche lui capiva bene quale fosse il suo ruolo (vi diciamo solo una cosa: pantere mannare...), il sesto capitolo di True Blood ha segnato il ritorno in grande stile di Mr Jason Stackhouse. Stupendi i suoi scambi di battute con nonno Nial (che lo ritiene uno stupidotto), divertentissimo il momento in cui Sarah si presenta a casa sua per fare sesso, geniale la sua idea di arruolarsi dalla parte dei cattivi per poter aver accesso al campo di internamento, e super sexy il sogno in cui si fa radere da Warlow!

5 – Meno dispersione. La sesta stagione di True Blood è la prima a essere composta da dieci episodi invece dei canonici dodici. Meno episodi significa meno storyline centrifughe, quindi più attenzione a far convergere tutto in un unico punto (che presumibilmente vedremo nel finale) da cui far ripartire le vicende il prossimo anno. Anche questa volta ci sono stati cali nel ritmo (i momenti dedicati ad Alcide e Sam e quelli dedicati a Terry, globalmente importanti a livello narrativo anche se oggettivamente più lenti), ma per il resto è stato come stare sulle montagne russe!

6 – La generale amabilità dei personaggi. E' dura essere fan di Sookie, ma dobbiamo spezzare una lancia in favore della mezza fatina, perchè in questa stagione è stata meno insopportabile del solito, anzi, ci ha piacevolmente stupito in un paio di occasioni. Su Eric e Pam c'è poco da dire, di Jason ne abbiamo già parlato, dei cattivi idem, mentre è il caso di spendere due parole per Tara, Jessica, Willa, Bill, Andy, Arlene e gli altri umani. Tara la vampira ci piace molto di più di Tara l'umana, non c'è paragone. Bill l'invasato in certi momenti è insopportabile, in altri lo vediamo davvero preoccupato per il futuro della sua specie, e lì intravediamo in lui un po' di quello che era. Willa, la nuova “figlia” di Eric, è stranamente simpatica e per niente irritante, mentre Jessica è un personaggio davvero a tutto tondo, e non la rossa scapestrata della precedente stagione. Una grandissima Arlene affronta la morte di Terry in modo coraggioso per i suoi figli, e noi non possiamo non amarla, mente lo sceriffo Andy in veste di padre della mezza fatina Adelyn Braelyn Charlaine Danika è spettacolare, e Lafayette, anche se si vede poco, è sempre un personaggio che buca lo schermo.


Sì, questa stagione di True Blood ci è proprio piaciuta, e non vediamo l'ora di vedere la prossima.