di Linda Avolio


The Bridge sta per salutare gli spettatori italiani – l'ultimo episodio andrà infatti in onda il 13 ottobre alle 21:00 su Fox Crime HD –, ma gli amanti del thriller hanno comunque di che gioire: non solo la serie di casa FX è stata rinnovata per una seconda stagione, ma addirittura a novembre sbarcherà in Italia il nuovo capitolo di The Killing.

Dalle desertiche atmosfere delle terre di confine tra Texas e Messico alla cupa e piovosa Seattle, i criminali non dormono mai, ma per fortuna ci sono agenti come Sonya Cross e Sarah Linden a combattere il male, quantomeno in tv. Due poliziotte, due donne, che non si fermano davanti a niente e nessuno pur di scoprire la verità. Due poliziotte, due donne, diverse, eppure simili.


Disturbi
Partiamo dall'aspetto più controverso, ovvero i disturbi delle due protagoniste. In The Bridge non viene mai detto esplicitamente, ma in più di un'occasione viene fatto intendere che il particolare comportamento di Sonya è causato dal fatto che la donna è affetta dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento. Quello del detective Cross è dunque un disturbo presente fin dal giorno della sua nascita, e la sua sfida è imparare a convivere ogni giorno con questa condizione. Con Sarah la situazione cambia. La sua ossessione, il suo fissarsi su determinate cose, è tanto utile nel lavoro quanto destabilizzate per la vita privata. Il problema di Linden, però, è ben diverso da quello della collega, perché non fa parte di lei fin dal suo primo respiro, ma nasce proprio a causa del suo lavoro.

Dedizione
Entrambe le detective hanno una dedizione totale nei confronti della loro professione, che viene al primo posto rispetto a tutto il resto. Solo che, se Sonya è single e tutto sommato sembra avere un certo equilibrio, Linden, invece, è divorziata e ha un figlio adolescente che (giustamente!) si sente sempre messo in secondo piano.

Deduzione
Grazie all'Asperger, Sonya ha una capacità di analisi non convenzionale, e riesce a vedere collegamenti che magari sfuggono ad altri colleghi. Il suo cervello, insomma, è capace di fare deduzioni inaspettate, e nella prima stagione di The Bridge lo abbiamo visto in più occasioni. Linden, d'altro canto, ha un approccio molto più emotivo, ma questo suo immergersi completamente nel caso di turno non è un difetto, anzi, è qualcosa di talmente potente che l'aiuta a vedere cose che magari altri non vedono.

Empatia
A causa dell'Asperger, Sonya ha gravi difficoltà empatiche: fa fatica a mettersi nei panni delle altre persone, spesso è troppo diretta, non sa leggere fino in fondo i gesti e le espressioni, e non è in grado di cogliere ironia e sarcasmo. Linden, al contrario, è una bomba di empatia e compassione (nel senso etimologico del termine) nei confronti delle vittime e delle persone vicine a queste ultime. Una bomba pronta a esplodere da un momento all'altro (nella seconda stagione, infatti, la rossa detective viene ricoverata per “72 ore” in un reparto psichiatrico dove scopriamo era già stata internata in precedenza per un sovraccarico emotivo causato nuovamente dal lavoro).

Traumi passati
Per Sonya, nonostante provenga da una famiglia disfunzionale (la madre si drogava), c'è un unico grande trauma: il brutale omicidio della sorella. Linden, invece, ha passato infanzia e adolescenza con famiglie affidatarie da cui cercava puntualmente di scappare, ma ciò che la sta divorando ultimamente è un caso a cui ha lavorato qualche anno prima del caso Larsen. Sarà proprio quel caso a riaffiorare nella terza stagione: riuscirà Linden a gestire lo stress?

Rapporti con i colleghi e relazioni personali
La vita sentimentale di Sonya si riduce a qualche sporadico incontro di una notte, ma in compenso la detective texana ha un rapporto splendido con Hank (la sua figura genitoriale di riferimento) e sua moglie. Inoltre, pare che in Marco Sonya abbia trovato un amico, oltre che un partner di lavoro. Per quanto riguarda i rapporti con i colleghi, in ufficio la texana non è certo Miss Popolarità, ma tutto sommato va d'accordo con tutti. Linden, al contrario, va veramente d'accordo solo con Holder, con cui forma una coppia (a livello professionale) davvero imbattibile. Stephen è l'unico collega con cui Sarah riesce a rapportarsi completamente e a essere se stessa. L'altro uomo della sua vita è suo figlio Jack, che però sceglie di andare a vivere col padre a Chicago. La vita amorosa di Linden, poi, è un disastro: le sue storie sembrano condannate all'insuccesso.

In definitiva, chi è messa meglio?
Paradossale a dirsi, visto che vivere con la sindrome di Asperger non è certamente una passeggiata, eppure, nonostante tutto, tra Sonya e Sarah pare proprio che nel complesso se la passi meglio la detective texana. L'importante è che si ricordi di guardare negli occhi le persone.


L'appuntamento con il finale di stagione di The Bridge è per giovedì 24 ottobre alle 21:00 su Fox Crime HD, mentre la terza stagione di The Killing arriverà a novembre.