di Marco Agustoni

La vita della spia sotto copertura è una delle più difficili in assoluto. Lo sanno bene i protagonisti di The Americans, ovvero i coniugi Jennings, due agenti segreti russi in missione negli Stati Uniti negli anni '80, che fanno coppia sia nel lavoro, sia nella vita di tutti i giorni (hanno addirittura due figli!). La serie tv in onda su Fox (canale 111) tutti i lunedì rievoca i tempi della Guerra Fredda e ci ricorda che un tempo esisteva l'Unione Sovietica. Che, nel bene e nel male, ha anche prodotto qualcosa di interessante. Ecco il meglio (almeno secondo noi) della Russia dell'epoca.

Se c'è un campo in cui l'URSS ha dato filo da torcere agli USA, è stato nell'ambito della competizione aerospaziale. Va bene Armstrong e Aldrin, ma volete mettere Jurij Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio nel corso della sua celebre missione del 1961? E poi, pur essendo all'avanguardia, le tecnologie spaziali russe hanno sempre avuto un non so che, per cui ti chiedi ancora oggi come diavolo facessero a reggere anche solo il decollo. Ma il più grande eroe, o meglio eroina, dell'avventura sovietica nei cieli è senza dubbio Laika, la cagnetta che lasciò la Terra il 3 novembre 1957 a bordo della capsula Sputnik 2... e non fece mai ritorno.

Oggi i russi a calcio se la cavano benino, ma diciamocelo, la maglia della nazionale non è che sia un granché. Nulla a che vedere, di certo, con il fascino vintage della vecchia casacca rossa con la scritta CCCP, da sfoggiare magari ai concerti dell'omonimo gruppo punk in cui militava Giovanni Lindo Ferretti. Pure i colbacchi non sono più quelli di una volta. Ne esistono anche ai giorni nostri, ma un colbacco è molto più gagliardo se ha sopra una stella rossa. Non tanto per una motivazione ideologica, quanto proprio per una questione di stile.

Un'altra cosa che i sovietici sapevano fare alla grande, erano i manifesti di propaganda. Che, magari, visti dall'interno dovevano sembrare un po' opprimenti, ma da un punto di vista tecnico ed estetico erano davvero eccezionali. Del resto, la grafica russa in generale, con la sua audace spinta d'avanguardia, ha prodotto opere notevoli, che hanno avuto un grande influsso a livello mondiale. Basti pensare al celebre ritratto di Lilya Brik a opera di Aleksander Rodchenko, che è stato ripreso nelle copertine degli album di molti gruppi rock occidentali, tra cui gli scozzesi Franz Ferdinand.

L'eccellenza sovietica, però, si esprimeva soprattutto in un campo: i baffi. O forse sarebbe meglio dire i mustacchi, perché quelli russi non erano dei semplici baffetti, ma delle vere e proprie cortine di pelo, in grado da sole di intimorire l'intero Occidente. Negli anni in cui si svolge The Americans erano ormai già passati di moda, ma nel periodo della massima potenza dell'URSS, un bel paio di baffi era sinonimo di leadership.

Per finire, non dimentichiamoci che settant'anni di Unione Sovietica un senso lo hanno avuto comunque, in quanto ancor oggi possiamo godere di uno dei suoi frutti più succosi: stiamo parlando di Tetris, il leggendario videogioco-puzzle inventato nel 1985 da Alexej Pažitnov, mentre lavorava presso l'Accademia Russa delle Scienze di Mosca. Tanti anni di ricerca tecnologica non saranno serviti a vincere la Guerra Fredda, ma ci hanno regalato migliaia di ore di divertimento.