di Linda Avolio


La terza stagione di Homeland – Caccia alla spia, non è esattamente partita “col botto”, e di questo si sono accorti non solo i fan, ma anche – e soprattutto – i critici, che dopo i primi due episodi hanno iniziato a rimarcare quanto la protratta mancanza di Brody stesse andando a pesare sulla qualità complessiva dello show.

Non è bastato neanche il ritorno in scena dell'ex marine per far tacere i detrattori, che hanno continuato a essere dubbiosi sulla direzione intrapresa dalla serie.
Poi, però, è arrivato il quarto episodio a spazzare via le lamentele, perché dopo averci chiesto un po' di pazienza, Homeland ci ha ripagato con un colpo di scena davvero superbo: Carrie e Saul erano d'accordo, e ogni cosa successa fino a quel momento faceva parte del loro piano per avvicinare Majid Javadi.

Quanti di noi se lo aspettavano? Nessuno. Quello del finale di “La fuga” è stato un colpo di scena preparato con assoluta maestria, non solo perché completamente inaspettato, ma anche perché credibile: i comportamenti di Carrie e Saul pre-rivelazione appaiono infatti sensati sia che li si legga dal punto di vista del pubblico completamente ignaro di ciò che sta per accadere, sia dal punto di vista del pubblico che ora è a conoscenza dei retroscena. Di nuovo “Chapeau” al team produttivo della serie, non c'è che dire.

In occasione del putiferio scatenato dal plot twist del finale del quarto episodio, Alex Gansa, executive producer e showrunner di Homeland, ha raccontato a TVGuide.com alcuni interessanti retrocescena. Eccone alcuni che meritano veramente di essere riportati.


Su quando Carrie e Saul hanno architettato il loro piano: Penso che l'abbiano architettato addirittura il giorno dopo l'esplosione. In qualche modo loro due si sono sentiti colpevoli per quanto accaduto, così hanno deciso di dare il 100% e di prendere il vero responsabile dell'attentato.

Sul fatto se Dar Adal e Peter Quinn fossero a conoscenza o meno del piano: Per i primi quattro episodi assolutamente no!

Sulla reazione di Carrie per le rivelazioni fatte da Saul su di lei durante l'interrogazione davanti al comitato di rappresentanza del Governo: Carrie sapeva che Saul avrebbe rivelato a tutti la sua relazione con Brody, ma nonostante ciò per lei è stata una bomba emotiva. Era preparata alla rivelazione, ma non era preparata alla reazione che tale rivelazione ha causato, ovvero il fatto di farla risultare effettivamente colpevole agli occhi di tutti.

Su quanto Saul sappia effettivamente riguardo il fatto che Carrie ha aiutato Brody a scappare: Carrie non ha detto a Saul di aver aiutato Brody a oltrepassare il confine. E' qualcosa che non gli ha detto, ma allo stesso tempo anche lui non le ha detto tutto riguardo la seconda fase del loro piano. Entrambi stanno trattenendo informazioni, ma prima o poi uscirà tutto allo scoperto.

Sul futuro reintegro di Brody nella storyline principale: Non posso entrare nei dettagli, ma Brody avrà un ruolo davvero importante nel resto della stagione. Non voglio rovinarvi la sorpresa, ma Brody tornerà a essere un personaggio chiave.

Sulla storyline di Dana, spesso criticata dagli spettatori: Bisogna guardare la storyline di Dana nell'insieme. Il rapporto con suo padre era davvero stretto, viscerale, ed era molto importante per la serie. Non ho intenzione di difendere la storyline di Dana, a qualcuno piacerà, a qualcun altro no, ma più ci avvicineremo alla seconda metà della stagione, più quello che le succede assumerà un'importanza sempre maggiore. Quella di Dana è la risposta emotiva a quanto successo durante la scorsa stagione.


Il terzo capitolo di Homeland – Caccia alla spia vi aspetta ogni lunedì alle 21:00 su Fox HD.