Dal 7 aprile Da Vinci's Demons riparte su Fox (canale 112), tutti i lunedì alle 21. Dopo l'enorme successo della prima stagione, Leonardo e gli altri personaggi tornano a stupire in questa seconda serie che si prospetta ancora più spettacolare dell'esordio. Ecco cosa ha raccontato dei nuovi episodi e della sua esperienza sul set della serie tv Blake Ritson, che interpreta l'antagonista principale, ovvero il conte Riario.

Come cambia il tuo personaggio in questa stagione?
La scorsa stagione abbiamo visto uno Riario molto controllato e meticoloso, con a disposizione tutte le risorse politiche, militari e finanziarie del Vaticano. In questa, invece, lo vediamo catapultato fuori dalla sua "comfort zone". Lo vediamo lasciare Firenze e Roma, impegnato ad attraversare l'Atlantico in una gara verso il Nuovo Mondo, e in pratica agisce in proprio. È questa la differenza: lo vediamo spinto verso il punto di rottura sia emozionalmente, che fisicamente, che spiritualmente. Alla fine della prima stagione vediamo la maschera che comincia a scivolare e rivelare l'oscura ferocia che cova al di sotto. Nella secondo stagione riprendiamo da qui.

È stato divertente per te, come attore?
Grandioso. È stata una sfida. Non ho mai interpretato un personaggio che compia un percorso simile. È stato incredibile, ma è anche stato incredibilmente impegnativo. Ho adorato questa stagione... e non abbiamo ancora finito!

È più divertente interpretare un personaggio crudele e feroce?
Riario è feroce, d'accordo. Ricordo che l'anno scorso la gente mi chiedeva come fosse interpretare un cattivo. Io non lo vedevo come un cattivo. Certo, è l'antagonista principale! Ma quello di Da Vinci's Demons è un universo amorale, e il mio forse è il personaggio con le convinzioni più forti. Si vede come un crociato senza paura che cerca di compiere il volere di Dio e che porterà ordine nel mondo. È spietato, ma non l'ho mai visto come un sadico. È solo che la crudeltà fa parte della sua metodologia. Questo è ancora più marcato, nella nuova stagione.

Ti poni dei limiti quando devi metterti alla prova per interpretare un personaggio?
L'anno scorso è stato un lavoro molto intellettuale, perché Riario è un personaggio proto-Machiavellico. Quest'anno invece è stato un lavoro molto più fisico, per cui mi sono dovuto sottoporre a un duro allenamento. Ci allenava lo stesso team che ha lavorato su Daniel Craig per James Bond, così come su molti film Marvel. Mi sono allenato nel Krav Maga, nel pugilato a mani nude e nella spada. E nel frattempo il mio corpo si è riempito di lividi e tagli. È stata dura. Sono state poche le notti in cui sono andato a letto senza sentire cos'era successo durante la giornata.

E la tua ragazza cosa diceva di tutte quelle cicatrici?

Era piuttosto inorridita! (ride) Un po' come se avessi appena subito un martirio. Ma vale la pena sforzarsi un po' di più per riuscire a portare sullo schermo delle situazioni e atmosfere così fisiche.

Com'è impegnarsi in uno stesso progetto per anni? Hai mai avuto paura di riuscire a fare solo quello?
Nell'impegnare tutto me stesso in una serie televisiva, la mia paura principale era di non trovarmi bene con la gente con cui avrei lavorato. Ma poi ho capito subito che sarebbe andato tutto bene e in effetti la troupe è come una grande, vecchia famiglia.

Il momento più divertente sul set?

Ho apprezzato le sfide fisiche perché per me era qualcosa di nuovo. C'è stata una scena su una nave che è diventata una specie di Donkey Kong dal vivo, con noi che saltavamo barili sotto una macchina della pioggia. Quest'anno è venuto fuori qualcosa di epico. Ma ci sono anche molte scene dal forte carico emotivo, come alcuni flashback in cui si vede la formazione del giovane Riario e si capisce perché sia un personaggio così oscuro e complesso.

Vai d'accordo con Tom Riley (ndr: l'attore che interpreta Leonardo)?
È buffo, perché magari un attimo prima ci stiamo dando battaglia, poi finiscono le riprese e ci divertiamo assieme. Ma sul set - anche se non posso rivelare troppo - quest'anno la relazione tra i nostri personaggi cambierà parecchio. Dopotutto penso che Riario e Leonardo siano più simili di quanto si creda: sono entrambi due bastardi che cercano di consolidare la propria legittimità, sono due cani alfa, due individui straordinariamente intelligenti che farebbero di tutto per ottenere quello che vogliono. Quindi penso ci sia una grande affinità che loro percepiscono, anche se da un punto di vista ideologico sono esattamente agli antipodi.

A tuo parere qual è l'elemento più affascinante nella serie?
Amo la sua mitologia. Quel che porta David Goyer a questo show è la straordinaria abilità nel costruire dei personaggi complessi e stratificati. Ha già in mente quale sarà l'arco narrativo di ogni personaggio non solo all'interno della stagione, ma anche per le prossime due, tre, quattro, cinque o sei, se avremo la fortuna di arrivarci.

C'è della romance in vista per il tuo personaggio, in questa stagione?
Qualcosina c'è, il che è stato una sorpresa sia per me che, credo, per Riario. Ma non posso dire molto di più...

E questo ha a che fare con un nuovo membro del cast?
Non posso dirlo! (ride)

Riario è basato su un personaggio storico?
Sì, c'è davvero stato un Girolamo Riario, figlio illegittimo di papa Sisto. Gli sceneggiatori hanno compiuto moltissime ricerche per creare un mondo al contempo fantastico ma basato sulla Storia.

Tu hai compiuto ricerche su di lui?
Compio sempre ricerche sui miei personaggi. Ma ho anche letto molte cose su papa Sisto, che da questo show tutto sommato viene fuori bene, perché era un mostro oltre ogni misura, feroce, incestuoso, stupratore, una vera mela marcia. E credo che questo renda ancora più interessante la relazione tra lui e Riario. Riario è molto religioso, suo padre è il rappresentante di Dio in Terra e per questo ne cerca l'approvazione. Ma al tempo stesso si rende conto dei crimini che questo compie.

Cos'hai studiato quando andavi a Cambridge?
Italiano medievale e Inglese.

Da lì come sei arrivato alla recitazione?
In realtà già recitavo. Ho cominciato a 13 anni, mi hanno notato a una recita scolastica e da lì sono finito a teatro. Poi non ho fatto altro che passare alla tv e ai film e mentre ero a Cambridge recitavo durante le vacanze.

Ti piace la varietà, del recitare?
Sì, adoro la varietà. Amo interpretare personaggi molto diversi tra loro.

Dalla prima stagione di Da Vinci la tua popolarità è aumentata?
Sì, è straordinario constatare come sia uno show davvero internazionale. Penso che sia trasmesso in qualcosa come 125 nazioni e ogni volta che passo in una zona molto turistica di Londra mi stupisce il numero di persone di nazionalità differenti da cui vengo fermato per una foto.