È una delle cinque protagoniste della serie più amata dai nostalgici di Desperate Housewives.
Lei è Ana Ortiz, alias Marisol Suarez di Devious Maids - Panni sporchi a Beverly Hills, la cui attesissima seconda stagione arriva su Comedy Central in prima visione assoluta per l’Italia (Comedy Central si è assicurato l’esclusiva anche per le prossime stagioni).
La data da segnarsi sul calendario è quella di stasera: lunedì 12 gennaio, alle ore 22.

Ispirata alla serie messicana Ellas son la Alegría del Hogar, Devious Maids fonde svariati elementi che vanno dal dramma alla commedia, dal giallo alla satira fino ad arrivare al genere della soap opera.

Per saperne di più sulle cameriere più famose del piccolo schermo, abbiamo chiesto proprio ad Ana Ortiz di raccontarci com’è nata questa avventura, come viene vissuta da lei e dalle colleghe sul set e tante altre indiscrezioni succulente che Ana è pronta a rivelarci…

Qual è stato l’aspetto più divertente e interessante di questo ruolo?
La cosa più interessante è stata quella di calarmi nei panni di un personaggio totalmente differente rispetto a quelli che ho interpretato prima. Solitamente i ruoli in cui mi sono ritrovata in passato sono stati molto espliciti… Mi hanno sempre scelta per “quel” tipo di personaggio, non so se mi spiego… Dunque per me interpretare Marisol, così stoica, imperturbabile e conservatrice, è stata una cosa nuova. Ho trovato molto divertente esplorare quel nuovo tipo di personaggio.

Marisol è sempre molto forte e coraggiosa.
Sì, certo. Credo di essere molto fortunata: sono convinta che in televisione, per quel che ho potuto sperimentare io stessa, quando bravi autori hanno a che fare con un personaggio femminile latino solitamente lo dipingono come forte e coraggioso. Io interpreto così Marisol perché è davvero estremamente coraggiosa. È anche una madre e lei, come ben sapete…

…vuole salvare suo figlio.
Esattamente. E proprio questo aspetto mi ha aiutato a interpretare al meglio il mio personaggio, essendo io stessa una madre.

Quindi è questa la prima cosa che ti ha affascinata quando ti è stato proposto di partecipare al progetto?
Sì, ho letto il soggetto e quando Marc Cherry mi ha chiesto “Quale personaggio è per te più significativo?” io subito mi sono resa conto di essere attratta inesorabilmente proprio da Marisol. La cosa buffa è che ciascuna delle attrici che fanno parte del cast è stata fin da subito interessata proprio al ruolo che effettivamente poi si è trovata a interpretare.

Ti era mai capitato prima che l’autore ti chiedesse quale dei personaggi fosse più nelle tue corde?
No, mai. Questa è la primissima volta che mi succede una cosa simile, che qualcuno mi dica “Ok, dimmi chi ti piacerebbe essere, cosa vorresti fare”. Solitamente quella è la parte già scritta e solo da assegnare, non si discute, anzi: l’unica cosa da fare è lottare per quella parte.

Ci puoi dire quali sono i peggiori lavori che ti sono stati offerti nel corso della tua carriera?
Beh, ce ne sono stati tanti. È difficile ricordare esattamente quali, ma quello che posso dire è che, come affermavo prima, spesso un personaggio interpretato da una donna latina viene rappresentato come coraggioso e forte però c’è anche l’altra faccia della medaglia, quella per cui spesso l’attrice latina in questione si ritrova a dover interpretare una prostituta oppure la fidanzata di uno spacciatore. Spesso capita di essere una prostituta senza vestiti nel letto. E quasi sempre la suddetta prostituta viene poi assassinata…

Per quanto riguarda la tua crescita professionale, credi che ti manchino modelli attoriali latini femminili?
Penso che in televisione io non abbia mai visto me o la mia famiglia rappresentati in posizioni diverse da quelle servili oppure, come ho detto prima, nei panni di una prostituta o della donna dello spacciatore. Quelli sono i tipici ruoli che un’attrice latina si ritrova a interpretare. E so che la nostra serie ha avuto anche qualche reazione negativa da parte di persone che si sono dette “Per la prima volta cinque donne conducono la storia e queste cinque protagoniste sono cameriere”. Capisco questo tipo di reazione. Io stessa, quando ho letto il titolo della serie, ho pensato “Ma mi state prendendo in giro?” Però sapevo che si trattava di un progetto ideato da Marc Cherry, che ha lavorato con Eva Longoria per Desperate Housewives. Eva è una mia cara amica da tanto tempo; è una delle donne più forti e intelligenti ch’io abbia mai conosciuto ed è sempre molto fiera di appartenere alla comunità di cui fa parte. Così ho letto il soggetto e mi sono ritrovata a ridere. I personaggi sono talmente profondi, ben definiti, perfettamente studiati. Poi ho pensato “Mia nonna era una domestica”. Anche la mamma di Judy Reyes era una domestica. Mia nonna è stata una delle donne più incredibili ed eccezionali ch'io abbia mai conosciuto e perché la sua storia non dovrebbe venire raccontata con dignità e umorismo? Solo perché ha fatto la cameriera? No di certo! Così ho accettato.

Vi siete divertite parecchio sul set. Ti vengono in mente delle gaffes che ci puoi raccontare?
Ci siamo divertite tantissimo perché noi cinque sullo stesso set… beh, puoi immaginare quanto abbiamo riso! Ho trovato molto divertente dover parlare in spagnolo anche perché il mio spagnolo è più che altro uno “Spanglish”, un misto di spagnolo e inglese. Quando noi protagoniste dovevamo parlare di qualcosa di segreto, usavamo lo spagnolo per le nostre conversazioni e tutte quante faticavamo a capire quello che una o l’altra diceva. Da morire dal ridere!

Non perdete Devious Maids - Panni sporchi a Beverly Hills su Comedy Central a partire da stasera, lunedì 12 gennaio, alle ore 22.