Può un classico continuare a essere fresco e irriverente come agli esordi? South Park, show creato da Trey Parker e Matt Stone, è uno dei pochissimi esempi in questo senso, con la diciannovesima stagione che si sta per concludere a giorni in maniera speciale. L'appuntamento è per venerdì 18 dicembre su Comedy Central (canale 124 di Sky) con il nuovo ambassador italiano di South Park: si tratta del rapper Marracash, che dalle 22 presenterà la sua personale top 3 dello show e sarà protagonista in qualità di doppiatore nell’ultima puntata della stagione.

 

Com’è stato il tuo incontro con South Park?
South Park l’ho seguito proprio dagli inizi, quando era doppiato male e con le parolacce cambiate. [ride] Era molto forte e ti colpiva subito, era ancora più di rottura dei Simpson.

South Park fa una cosa a cui in Italia non siamo molto preparati: satira vera. Da noi la satira tende quasi a farti perdonare i suoi bersagli, prende un po’ per il culo i politici ma con benevolenza, come se fossero dei poveracci. Non ti indigna, non te li fa odiare. South Park invece lo fa. È questo che ha in comune col rap e con me: la causticità dei testi e dello spirito.

 

South Park è prodotto di settimana in settimana: questo comporta un aggancio diretto con l’attualità…
Esatto, proprio come il rap. Il concentrato di citazioni con cui farciamo le canzoni fa sempre riferimento a quello che sta accadendo in un preciso momento, tanto che la preoccupazione di noi rapper è che un pezzo poi non invecchi troppo. E poi c’è anche il linguaggio colloquiale, l’uso delle parolacce a discapito dell’ipocrisia.

 

Preoccupato per questa tua “prima volta” con il doppiaggio?
Per me è una cosa tutta nuova. Abbiamo fatto una specie di provino, per vedere se poteva funzionare. Doppiare non è facile, soprattutto uno show come South Park in cui devi fare vocine strane, interpretare più personaggi e rimanere fedele allo stile del cartoon. Quindi è una bella scommessa, sono curioso io stesso di vedere quello che sarà il risultato finale.

 

Felice di essere stato scelto, in ogni caso?
Molto, sono contento di accostare la mia musica a quello che South Park rappresenta. È uno show che seguo da tanto, che mi ha fatto ridere, mi ha fatto riflettere e discutere. Per me è una grandissima fonte di ispirazione.

 

C’è un episodio dello show che ti ha fulminato?
Ce n’è un sacco e alcuni di questi faranno parte della top che presenterò il 18 dicembre. Di indimenticabili, visto il mio amore per il rap c’è l’episodio con Kanye West, che avrò visto centocinquanta volte, così come anche il sequel con Kim Kardashian. Mi è piaciuto molto anche quello sullo standard che si sta abbassando, con James Cameron che va nell’oceano per recuperare l’asticella della qualità. E uno in cui ci sono i quattro protagonisti che guardano i loro fratelli più piccoli e non riescono a capirli, perché per esempio non giocano più ai videogiochi, ma guardano PewDiePie che gioca, oppure c'è un padre che ascolta la musica dei figli e la sente come delle scorregge.

 

Personaggio preferito?
Quello che mi fa più ridere è Cartman perché è il più scorretto. E forse Kyle, che è quello un po’ più razionale.

 

Se dovessi per gioco identificare un po’ di tuoi colleghi mc con i personaggi di South Park?
Meglio di no, se no mi verrebbero fuori delle cattiverie! [ride]