Non c'è dubbio: l'esplosione dei social network degli ultimi mesi nel nostro paese è qualcosa di assolutamente palese, come dimostra la copertura che i media tradizionali stanno dando della diffusione di Facebook. Non più solo in contesti giovanili, dove impazza ancora Myspace, ma anche soprattutto in contesti lavorativi e professionali. Dove Facebook è utilizzato per mantenere contatti con amici, colleghi, potenziali colleghi e potenziali amici. Ma anche, perché no, per il cosiddetto "cazzeggio".

La preoccupazione dei datori di lavoro è palpabile: Facebook è una perdita di tempo per i propri dipendenti? Diminuisce davvero la produttività? Uno studio britannico sembra voler tranquillizzare queste ansie: sostiene infatti che "i capiufficio non dovrebbero impedire ai loro sottoposti di usare siti di social network". Che, anzi, "possono favorire le loro aziende". Questo rapporto della società inglese Demos afferma infatti che social network come Facebook permettono di "realizzare nuovi rapporti e legami più stretti con colleghi e clienti", e che "possono giovare agli affari invece di danneggiarli". L'autore dello studio Peter Bradwell afferma infatti che "i siti di social networking possono svolgere un ruolo, favorendo produttività, innovazione e un modo di lavorare democratico".

Ma come proteggere il tempo che andrebbe dedicato al proprio lavoro dagli aspetti più "chiacchieroni", che rappresentano appunto una delle attrattive principali della piattaforma? "Le aziende possono tentare di fissare dei limiti sui minuti quotidiani dedicati ai pettegolezzi", ha scritto. In ogni caso, impedire l'accesso non solo avrebbe effetti negativi, ma è del tutto sconsigliabile sotto il profilo economico. Nonostante "la reazione istintiva sarebbe quella di chiudere le porte e tornare alle tradizionali tecniche di 'comando e controllo' che permettono ai manager di monitorare e misurare strettamente la produttività", la maggior libertà e flessibilità sono "un modo per creare un business maggiormente in grado di mantenere la stabilità".