di Paolo Nizza

Come sapevano bene  Billy Wilder e Renato Pozzetto, nessuno è perfetto. Soprattutto chi vive nella società dello spettacolo e oscilla vertiginosamente  tra schermo e realtà, tra persona e personaggio. D’altronde già Platone nel Simposio parlava degli androgini, dei figli della Luna maledetti da Zeus e rimpianti da Elemire Zola.

E se Alexis Arquette e Larry Wachowski hanno preso al volo quel trans chiamato desiderio e sono scesi al capolinea, altri sono solo straordinari transgender virtuali finiti sotto gli strumenti dei talentuosi frequentatori del sito Worth.1000,  autentica cattedrale del fotoritocco. E’ Photoshop bellezza, e non ci puoi fare niente.

D’altronde se la Gioconda ha dovuto sopportare i baffi di Duchamp, è cosa buona e giusta che le icone del nostro tempo subiscano i  frizzi e i lazzi inflitti dai dadaisti della rete. Novelli Victor Frankenstein, gli utenti di Worth.1000 si sono sbizzarriti a invertire e mescolare i cromosomi delle star più in voga con esiti bizzari e finanche intriganti.

Un festival del Gender Bender, un'epifania di Glen or Glenda,  che pare convalidare la tesi di Vittorio Gassman: "recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia."