di Francesco Chignola

Facebook è ormai non solo uno dei social network più utilizzati al mondo, ma è diventato in brevissimo tempo una vera e propria ossessione per centinaia di migliaia di utenti, anche nel nostro abitualmente arretrato paese. Ma tutto questo materiale che cade a pioggia sulle pagine degli utenti di Facebook, dove va a finire? Chi può vederlo? Che uso se ne può fare, al di fuori della nostra volontà?

Un paio di giorni fa un post del blog in inglese The consumerist ha messo la rete in allarme: le condizioni d'uso, quelle che si "firmano" nel momento dell'iscrizione, sono cambiate. In che modo? Se iscrivendosi a Facebook si attribuisce sempre al sito stesso una licenza d'uso sui materiali che vengono caricati, come fotografie e video, il paragrafo che recitava "puoi rimuovere i tuoi contenuti dal sito in ogni momento, e se decidi di rimuoverli, la licenza scadrà automaticamente" è scomparso.

Le reazioni della rete non si sono fatte aspettare, anche in Italia. Come quella del blogger Giovy, che sintetizza così: "tutto quello che postate su Facebook diventa proprietà di Facebook", invitando a rimuovere tutte le foto e aggiungendo: "ormai è tardi, probabilmente, dal momento che ne avranno copie di backup". Il guru della rete Massimo Mantellini ne parla intitolando il suo post "Sarai mio/mia per sempre" e scatenando un'accesa discussione nei commenti. Altre parole preoccupate arrivano da Luca De Biase: "Facebook d'ora in poi si appropria dei contenuti degli utenti. E ne può fare ciò che vuole. Per sempre. Anche quando le persone volessero rimuoverli".

Ma ci sono volute poche ore perché Facebook rispondesse, ed è sempre The Consumerist a raccontarci la reazione. Un portavoce di Facebook ha raccontato infatti all'Industry Standard "non stiamo rivendicando né abbiamo mai rivendicato proprietà sui contenuti degli utenti". Per rassicurare gli utenti, si sottolinea che "la licenza è soggetta alle configurazioni di privacy del singolo utente. Quindi, qualunque limitazione un utente applichi a un contenuto rilevante è rispettata da Facebook". In parole povere: se nelle configurazioni di privacy scegliete che le vostre foto debbano essere viste solo dai vostri amici, solo loro le vedranno.

Persino il creatore del sito Mark Zuckerberg è voluto intervenire in un post sul Facebook Blog, spiegando esche senza questo tipo di licenza sorgerebbero problemi nel momento in cui si volesse condividere un contenuto reso pubblico da qualche utente, e quindi nato per essere condiviso: una delle filosofie alla base del sito. E aggiunge "Nella realtà, non condivideremmo mai le vostre informazioni in un modo da voi indesiderato. La fiducia che riponete in noi come un posto sicuro dove condividere informazioni è la parte più importante di ciò che fa funzionare Facebook". Tutto è tornato alla normalità? Difficile a dirsi: la rete è ancora calda.

In ogni caso, questa è l'occasione giusta per dare un'occhiata alla pagina delle configurazioni di privacy del sito, che spesso non viene mai aperta e invece permette di scegliere con una certa cura, per esempio, chi vi può cercare e chi no, oppure chi può vedere determinati tipi di contenuti che avete postato sulla vostra pagina. In tal senso, vi consigliamo questo lungo ed esaustivo articolo in inglese intitolato "10 configurazioni di privacy che ogni utente Facebook dovrebbe conoscere", e il più sintetico (ma in italiano) "Guida all'uso consapevole di Facebook", sul blog Schininà.it.

Update (18/02/2009): In segutio alle proteste ricevute Facebook ha deciso di tornare, per ora, alle vecchie regole d'uso riguardo alla privacy.