di Francesco Chignola

Dopo le recenti polemiche sulle modifiche ai Termini d'Uso, poi rientate grazie alla brillante trovata di creare una piattaforma aperta in cui gli utenti stessi contribuiranno (teoricamente) alle modifiche future, Facebook sta per cambiare faccia. Lo ha annunciato personalmente il suo fondatore Mark Zuckerberg sul blog ufficiale del sito , presentando le nuove funzionalità.

La maggiore novità per gli utenti è una nuova pagina iniziale, che "permette di vedere tutto ciò che viene condiviso dai tuoi contatti nel momento stesso in cui accade". La selezione delle informazioni che arrivano in homepage è basata su filtri appositi: "puoi decidere che non vuoi più ricevere aggiornamenti dal tuo vecchio amico col quale parli di rado, o filtrare il flusso per vedere soltanto gli aggiornamenti dei tuoi familiari".

Questo spostamento di baricentro verso l'immediatezza dei contenuti condivisi e prodotti dai propri contatti sembra una risposta a Twitter. Ovvero, il sito di microblogging che, pur essendo online dal 2006 e già molto diffuso in tutto il mondo (in Italia i primi "tweet" sono dell'autunno di quello stesso anno) sta prendendo sempre più piede. Ed è stato preso come beniamino non solo da molti VIP, attori e attrici, registi, scrittori e intellettuali, ma anche da figure istituzionali. Durante il primo discorso di Obama a camere unificate, qualche senatore commentava l'evento online "twittando" dal proprio cellulare. Suscitando l'ilarità di molti e lo stupore di altri, tra cui quello caustico del geniale commentatore Jon Stewart  nel suo Daily Show.

I due siti sono apparentemente diversi: Facebook contiene al suo interno molti più servizi, mentre Twitter permette semplicemente (per ora) di scrivere dei brevi post (chiamati appunto "tweet") di 140 caratteri, che possono essere corredati di link. E anche da foto, tramite il servizio Twitpic. Ma potrebbe nascere una piccola guerra sulla questione della condivisione dei contenuti, e soprattutto della loro immediatezza: entrambi i siti permettono infatti di trovarsi di fronte a un flusso di informazioni, automaticamente aggiornato, basato su ciò che i propri contatti o "amici" vogliono condividere. E che sembra al momento la pietra assoluta di paragone e il maggior campo da gioco per quanto riguarda l'esperienza dell'utente medio sulla Internet.

Sono in molti a suggerire questa strada, quella di una risposta solerte di Facebook all'ascesa di Twitter, e alla sua visibilità mediatica. Per esempio il Guardian, che definisce la nuova homepage "very Twitter", o l'agenzia AFP  che titola "Facebook corteggia gli amanti di Twitter". E via dicendo: TechNewsWorld  titola "Facebook si reinventa per rubare il calore dei tweet", e anche per Paste Magazine "Facebook fa dei cambiamenti per rispondere a Twitter". La sintesi più incisiva è quella di Efluxmedia : "la twitterizzazione di Facebook".

E nel frattempo, spunta dal nulla un account di Twitter gestito proprio da Mark Zuckerberg di Facebook: eccolo qui. Un'invasione del campo nemico in attesa della battaglia o soltanto un'ironica burla?