di David Saltuari

Nato per diffondere e condividere filmati YouTube si sta trasformando in una sorta di enorme juke-box universale. Alzi la mano chi, quando ha una musica in testa, non corre a cercarla su YouTube? Sul videoportale si trovano ormai ore e ore di musica (spesso introvabile), canzoni pubblicate anche senza video (ma con un'immagine fissa) e concerti interi. Per facilitare al massimo questo uso del portale video e focalizzarsi solamente sull'ascolto David Nelson, un ragazzo di soli 15 anni, ha programmato e realizzato Muziic (da scaricare  qui), un agile e gratuito software che permette la ricerca e l'ascolto di tutte le canzoni presenti su YouTube. Unico limite (abbastanza grave): esiste solo per Windows.

Il software e il suo utilizzo sono assolutamente legali. Muziic infatti non ospita alcun file musicale. Interagisce con YouTube e ripropone ciò che già si trova sul videoportale. Elimina il bisogno di avere una finestra del browser aperto su YouTube (e chi naviga con le tab sa quante volte l'interferenza di altri siti blocca l'ascolto di una canzone), permette una visualizzazione più ampia e chiara dei risultati di ricerca (lo spazio è occupato solo dal titolo del file), consente le creazioni di playlist personali in modo veloce (playlist condivisibili con altri, un aspetto destinato a crescere) ed evita l'obbligo di vedersi i video. Ma è proprio quest'ultima caratteristica ad aver creato i primi grattacapi al giovane sviluppatore.

A protestare questa volta non è stata l'industria discografica, ma Google, proprietario di YouTube. Non far vedere i video, infatti, violerebbe le regole di utilizzo delle API (piccole applicazioni messe a disposizione di YouTube che permettono il funzionamento del programma). Nelson, per ovviare alle proteste ha inserito un box nel quale scorrono, un po' ridotte, anche le immagini del video e YouTube si è detta soddisfatta. Ma non è detto che le diatribe siano finite. In ballo c'è tutta la comunicazione pubblicitaria che Muziic permtte di bypassare.

Chi potrebbe essere invece interessato a questa nuova applicazione è proprio l'industria discografica che, negli ultimi tempi, sembra più aperta alle possibilità offerte dalla rete. Su Youtube sono già presenti, con i video ufficiali, la EMI, la Universal e molte altre case discografiche. Uno strumento per promuovere ancora di più i loro artisti potrebbe attirare la loro attenzione.