di David Saltuari

Che Barack Obama fosse il politico americano più attento ai nuovi mezzi di comunicazione lo si sapeva già. A differenza di molti però non si è limitato ad usare i vantaggi della rete in campagna elettorale, per poi rintanarsi nel solito tran tran una volta insediato. A testimoniarlo questa nuova iniziativa, purtroppo riservata ai cittadini americani (o a quelli che si fingono tali) del sito della Casa Bianca. Per rassicurare i cittadini, in questo momento di crisi, è stato infatti ideata un'iniziativa che permette agli elettori di porre le proprie domande al presidente, domande alle quali risponderà domani.

E' ovvio che Barack Obama non potrà rispondere a tutte le domande, ma solo ad una selezione. Ma a selezionare i quesiti non sarà (soltanto) il suo staff, ma gli stessi utenti. Dopo aver posto la domanda infatti è possibile dare un voto alle domande degli altri. In questo modo i temi sentiti più urgenti dalla maggioranza si guadagnano subito la giusta visibilità.

L'intelligenza dell'operazione, che dimostra una reale comprensione della dinamiche della rete, è il livello di partecipazione che viene messo in atto. Al primo passo della domanda posta dall'utente, che è affascinante ma in fondo non cambia nulla rispetto alla vecchia lettera spedita per posta, si aggiunge la possibilità di votare le domande degli altri. Ed è in questo lo specifico della rete, un lavoro di collaborazione in cui utenti, che non si conoscono tra loro, uniscono le proprie intelligenze per far emergere il comune sentire.

Insomma, non basta mettersi su YouTube e su Facebook per essere in Internet, bisogna lasciare che i propri elettori e cittadini (o consumatori, se si tratta di aziende) possano usare il mezzo e la propria massa per porre le questioni che per loro sono più vitali. E, a volte, più scomode.

Tra le oltre diciottimila domande, tra le più votate c'è quella di James, dell'Indiana (uno studente lavoratore di quelli tosti), che chiede cosa intenda fare il governo per rendere l'educazione universitaria più accessibile alla classe media e a quella più povera. Matt dal Wisconsin invece chiede se non sia il caso di farla finita con la politica della Guerra alla droga, che costa tanto e porta solo gente non violenta in galera. Ma la maggior parte delle domande verte sulle aziende che spostano la loro produzione all'estero.

Per le risposte, basterà guardare domani il sito della Casa Bianca.