di Francesco Chignola

C'è una piccola novità in casa Google che sta facendo però parlare molto di sé per le sue conseguenze implicite: anche Youtube ha deciso di "abbracciare" e di promuovere Twitter. Se sotto ogni video sono infatti presenti da sempre le modalità con cui è possibile condividerlo, da qualche giorno un bottone dedicato al sito più in voga del momento è apparso - a patto di aver impostato il sito con le configurazioni "internazionali" - tra i principali mezzi di condivisione.

Continua così l'avanzata implacabile di Twitter, dopo che il sito aveva già costretto Facebook a un cambio radicale dell'interfaccia per venire incontro alla sua concorrenza. Cliccando sul bottone di Twitter sotto il video, apparirà una finestra pop-up che permette di entrare nel proprio account e di "twittare" automaticamente l'indirizzo del video stesso. Il sito di microblogging è così equiparato definitivamente a mostri sacri come Myspace e Facebook.

Ma il cambiamento più grande deve ancora arrivare, come anticipa il sito ClickZ. Presto sparirà la suddivisione con cui è attualmente organizzato il sito per far posto a quattro nuove macro-categorie: Movies, Music, Shows e Videos. Soltanto la quarta categoria conterrà i più classici video USG (ovvero quelli creati dagli utenti), mentre le prime tre riguarderanno i contenuti dei network e delle compagnie partner, sulle quali il sito potrà monetizzare grazie alla pubblicità. Non si farà attendere troppo quindi la risposta alla più grande sorpresa del settore negli ultimi mesi, ovvero Hulu: che fuori dagli USA non è visualizzabile, ma in patria è un fenomeno senza precedenti.

Nel frattempo, Google ha introdotto qualche novità sul suo Youtube: in un periodo così tempestuoso per i maggiori siti al mondo non ha voluto tirarsi indietro. E così, ecco la nascita di Youtube EDU: un canale educativo, come suggerisce il nome stesso (che fa anche suonare più di un campanello al pubblico italiano), che si propone di raggruppare una serie di contenuti prodotti da Atenei Universitari e da College che hanno scelto di essere partner dell'iniziativa, come Stanford e Darthmouth.

Altre novità, più tecniche, riguardano la facilità di accesso, e vanno in una direzione ben chiara, l'agglomerazione. Sottolineare l'identità totalmente "googliana" di Youtube, e portare all'interazione completa del sito di video sharing con gli altri strumenti di casa Google come Gmail, Google Calendar, Google Reader, anche per rispondere alle provocazioni di colossi come Apple e Microsoft. Che comunque difficilmente potranno scalfire il primato che i servizi forniti da Google possiedono sulla rete. Almeno, per ora.