di Marco Agustoni

Sarà pure l'autrice di una serie di simpatici libri per ragazzi, ma la scrittrice J.K. Rowling è anche, al momento, uno degli individui più ricchi e influenti del Pianeta. Quindi, se te la ritrovi contro, non puoi certo far finta di niente e tirare dritto. È quanto sta succedendo a Scribd, servizio gratuito che permette di pubblicare e condividere testi di qualunque tipo con milioni di utenti, simile sotto molti aspetti a Issuu  e definito da alcuni lo  "YouTube dei testi". La scrittrice britannica ha infatti accusato il sito di ospitare numerose copie pirata dei libri della serie di Harry Potter  uploadati illegalmente dagli utenti.

Scribd ha tenuto a sottolineare che non c'è nessuna causa legale in corso e che né la Rowling né altri autori hanno in programma di denunciare il sito. Tuttavia, il disappunto della mamma di Harry Potter è innegabile, anche perché per quanto esista un sistema interno che dovrebbe impedire di caricare testi coperti da copyright, copie illegali continuano a spuntare qua e là. E Scribd finora rifiuta di avviare un monitoraggio attivo dei contenuti uploadati, limitandosi a intervenire solo dietro segnalazione di utenti o di terzi.

L'attacco della Rowling nuocerà sicuramente alla reputazione di Scribd, anche perché potrebbe spingere altri autori a lamentarsi, se non addirittura - per quanto come detto ciò sia al momento stato scongiurato dallo stesso sito - a ricorrere a vie legali. Tuttavia, nel complesso scrittori ed editori guardano a Scribd e ai suoi simili con favore, poiché questi sistemi possono permettere di promuovere i libri in maniera eccellente e di raggiungere un pubblico molto ampio. A dimostrazione di ciò, alcune case editrici come la Random House  stanno avviando delle forme di partnership con Scribd. Probabilmente, come già è stato per l'industria musicale e quella discografica, combattere questi sistemi di file sharing si rivelerà infruttuoso. E allora, come si dice: "se non puoi batterli, unisciti a loro".