di Francesco Chignola

Che Facebook sia un fenomeno così spaventosamente diffuso, non hanno bisogno di dircelo i giornali. Basta ascoltare le chiacchiere sui mezzi pubblici, al ristorante, dal giornalaio o dal salumiere. Ormai un account ce l'hanno quasi tutti, persino le nonne. Ma quando arrivano i numeri, le sopracciglia non possono che alzarsi per lo stupore.

Secondo uno studio effettuato dalla Comscore e pubblicato il 15 aprile 2009, Facebook è ora il primo social network in Europa. Con uno share davvero impressionante: nel continente infatti il 4,9% del tempo speso su Internet nel mese di febbraio 2009 è dedicato al social network biancoblu, mentre 12 mesi prima si affermava un timido 1.1%.

Ma i dati più impressionanti vengono dai singoli paesi: se una nazione come il Regno Unito già conosceva il fenomeno un anno fa e costituisce ancora il bacino più influente con circa 22 milioni di visitatori unici al mese, è l'Italia il paese ad aver mostrato un maggior incremento nell'utilizzo del sito. Addirittura del 2721%: siamo passati da 382 mila a oltre 10 milioni di visitatori unici mensili nel giro di un anno esatto.

Molti a questo punto si domandano quando avverrà la prevista "curva discendente". Nel frattempo però, l'Unione Europea tiene le orecchie ben drizzate, soprattutto sulla questione, annosa e importantissima, della tutela della privacy dei minori. E più precisamente nella persona dell'agguerrito Commissario Europeo Viviane Reding, che con un videomessaggio sul suo blog ci ha messi in guardia: "Volete che Internet diventi una giungla?".