di Andrea Bassi

"Spesso le persone vogliono sapere da me come andrà a finire Lost. Io di solito rispondo di chiederlo a Damon Lindelof e a Carlton Cuse, che ora dirigono la serie. Poi mi domando: ma davvero vorrebbero saperlo?". A parlare è J. J. Abrams, il geniale creatore delle serie tv a più alto contenuto di mistero - da Alias a Fringe e Lost - che appassionano in tutto il mondo milioni di persone. L'uomo sulla cresta dell’onda, che ha diretto Mission Impossibile III e il nuovo film di Star Trek,  ha prestato la sua penna alle pagine del più prestigioso magazine di cultura digitale, Wired, per un numero interamente dedicato al Mistero. Su Wired, oltre ad un lungo editoriale e diversi articoli, J. J. Abrams  ha inserito un complesso rompicapo interattivo: una serie di enigmi intrecciati tra loro e disseminati come indizi tra le righe di tutta rivista.

Una sfida raccolta immediatamente dai fan di Abrams, che si sono gettati a capofitto in una gigantesca caccia al tesoro. Un divertimento collettivo che è anche ginnastica mentale, come la risoluzione delle parole crociate. Tutto gestito via Internet, ora condividendo le scoperte, ora in competizione gli uni contro gli altri. Nel forum di Lostpedia, l’enciclopedia online di Lost, i fan di Abrams si sono scambiati messaggi come: “In fondo al box rosso a pagina 62, nel testo in nero puoi trovare la seguente scritta nascosta Acrawstyc”. Oppure: "Se unisci le prime lettere dei capoversi del seguente articolo puoi formate le parole Myt, Magic e Truth."  Alla fine la gara è stata vinta da Steven Bevacqua, un supervisore della post-produzione della serie tv Life che, come racconta sul suo blog, ha passato diverse notti insonni a caccia degli indizi nascosti, lavorando con il codice Morse, svariate tastiere per computer di standard diversi, oltre ad apparecchiature elettroniche e per le telecomunicazioni, per cercare di risolvere il complicato rompicapo.
Alla fine delle sue ricerche - racconta Bevacqua - è stato reindirizzato a un sito nascosto, da dove ha spedito un messaggio e-mail ad un indirizzo segreto. Così, dopo qualche tempo, è stato informato di essere stato il primo lettore ad aver risolto il rompicapo. Tempo impiegato: meno di una settimana. Un vero record, contro tutte le aspettative di Wired e dello stesso Abrams, che si è comunque ripromesso di consegnargli un premio.

Oltre alla passione per il mistero, dietro questa iniziativa c’è soprattutto la volontà di mantenere vicino alla carta stampata - nella fattispecie a un giornale che si occupa di cultura digitale - un pubblico sempre più portato alla fruizione esclusiva di notizie e informazioni via Web.
Costato un anno di lavoro, il numero speciale di maggio di Wired, in edicola negli Stati Uniti, fa parte di una serie di numeri tematici che hanno ospitato grandi personalità come per esempio il regista James Cameron, l’architetto Rem Koolhaas e il progettista di videogiochi Will Wright. L’idea è maturata in seguito a una conferenza tenuta da Ambrams nel 2007 al TED di Palm Springs, simposio annuale di Tecnologia, Intrattenimento e Design. Oggetto della conferenza  un tema che per J. J. è una vera e propria ossessione: il Mistero. Perché oggi più che mai – afferma – ne "l'Era dell'immediatezza" in cui viviamo, il mistero ci impone la necessità di andare più a fondo, di scavare sotto le apparenze, di cercare dietro le risposte più scontate e rassicuranti. O anche solo di rallentare e fermarsi a pensare.