di David Saltuari

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Lasciate perdere i dunguen da esplorare, gli aerei da pilotare e la automobili da guidare. Per quanto gli sviluppatori di videogiochi portino sempre più in là la verosimiglianza, l'interattività e la ricchezza di ogni gioco, alla fine il re dei videogames resta sempre lui, il semplice e geniale Tetris. Alzi la mano chi non ha perso ore, se non giorni, della sua vita, impilando mattoncini su mattoncini, sfidando la velocità che aumenta  e lo spazio che si riduce.

Oggi, 6 giugno del 2009, Tetris compie 25 anni e resta, forse, il gioco con la longevità più lunga. Lasciatosi alle spalle le varie Lara Croft e Resident Evil, costretto ad un continuo restyling tutto il ciclo di Super Mario, fatto sentire il fiato corto a titoli storici come Pac Man, Tetris continua ad essere giocato in modo sostanzialmente invariato da ben cinque lustri. Il motivo è semplice. Nella sua semplicità il gioco è perfetto e non ha bisogno di miglioramenti. Certo, ci hanno provato ad aggiungere elementi, ma alla fine si ritorna sempre all'originale.

Tetris è per tanti versi un gioco anomalo. Insensibile, come abbiamo visto, al miglioramento tecnologico delle piattaforme, di una vitalità soprendente, è stato creato nel 1984 da Aleksej Pažitnov in quella che era l'Unione Sovietica, forse il mondo più lontano dall'immaginario del divertimento videoludico. Questa origine così esotica, fecero nascere alla fine degli anni ottanta le leggende più assurde. Tra i ragazzini che perdevano le giornate a mettere ordine tra i mattoncini (e non nelle loro camere) si raccontava che il gioco fosse stato creato per addestrare i cosmonauti russi o per selezionare gli agenti del KGB. Tutto falso, ma aiutava ad aumentare il mito di questo gioco così semplice e affascinante.

Il gioco, che godeva di ampio successo nel Patto di Varsavia, raggiunse l'Occidente passando, quasi fosse un personaggio di John Le Carrè, attraverso l'Ungheria fino in Inghilterra. Da qui iniziò a venire commercializzato a metà degli anni '80, scatenando dispute legali feroci, degne della Guerra Fredda, tra Unione Sovietica, Nintendo e Atari. Solo a metà degli anni novanta il povero Pajitnov, vero inventore del gioco, ottene definitivamente i diritti sul gioco. Fino ad allora non aveva visto un centesimo dei guadagni realizzati in tutto il mondo.

Tetris non ha però affascinato solamente giocatori e avvocati. Anche matematici e psicologi ci hanno perso gli anni migliori della vita. Per i primi il gioco presenta diverse sfide interessanti, la più curiosa delle quali è stabilire, scientificamente, se sia possibile una partita eterna al gioco. La tesi prevalente è per il no (la causa sarebbero i mattoncini S e Z), anche se la disputa è ancora aperta.
La psicologia è interessata al cosidetto effetto Tetris, un leggere disturbo della percezione che si ha dopo ore di gioco. Sarà capitato a tutti, dopo una lunga sessione di gioco, iniziare a vedere il mondo circostante come mattoncini da mettere in ordine (nella fotogallery qualche esempio). Pare, in ogni caso, che l'uso del Tetris possa aiutare il superamento di shock post traumatici.

Se è da tanto che non vi divertite a dare ordine ai tetramini qui potete giocare gratuitamente online.
Qui sotto invece una partita sulla versione da gameboy, in cui il giocatore riesce a raggiungere il massimo dei punti: