di Francesco Chignola

Come molti utenti di Facebook si saranno accorti, da qualche giorno (per la precisione da sabato mattina poco dopo le 6) è possibile attribuire un nickname, ovvero un soprannome, al proprio profilo di Facebook. Le motivazioni? Rendere più facilmente memorizzabile e condivisibile il proprio profilo con i propri amici, per esempio. Non lo sapevate? Forse siete ancora in tempo, cliccando qui.

Sì, forse: perché come segnala Francesco Napoletano sul Giornale, nonostante il soprannome si possa scegliere una sola volta (e poi ti tocca tenertelo per sempre!) appena scoccata l'ora X è immediatamente partita la caccia al soprannome gustoso, scherzoso. Oppure al nome di qualche politico o uomo dello spettacolo. Per esempio digitando facebook.com/berlusconi appare il profilo di tal Mike Ciabatta, e facebook.com/walterveltroni è stato "rubato" da una certa Emanuela Giannoccaro.

I casi sono moltissimi in realtà, alcuni dei quali molto spassosi. Come Kristiano che sogna di essere Alex del Piero, Erika che l'ha sottratto di soppiatto a Emilio Fede, Simona che prende in mano l'intera Raiuno, Matteo che è evidentemente un tifoso dell'AC Milan, il giovane Abdel che ha scelto come nickname proprio la parola nickname. Un momento di anarchia prevedibile, che forse verrà sistemato entro qualche giorno, almeno nel caso di marchi registrati. Ma per i nomi di persona vi conviene sbrigarvi.

E questo è un rischio che a Twitter conoscono bene: là i profili finti delle celebrità sono sempre stati all'ordine del giorno - finché non arriva qualcuno a cancellarli. Ma anche lo staff della piattaforma di microblogging è pronto a reagire: sta partendo infatti una campagna di autenticazione dei "account di alto profilo" (quelli seguiti da centinaia di migliaia di persone) attraverso un piccolo badge azzurro che ne stabilisce la veriditicità: ce l'hanno già Ashton Kutcher, Oprah e il grande Shaq. Tempi duri per i falsificatori.