di Marco Agustoni

Scrivere sui muri è un'arte. O meglio: può essere un'arte. E non parliamo tanto dei writer, che (in molti casi) sono ormai stati accettati come artisti e sono passati dalle strade ai musei. O di chi, come l'ormai celebre Ivan, è stato addirittura "riconosciuto" come poeta. Parliamo proprio di quelle scritte sui muri, alle volte un po' grezze, tremolanti, che manifestano però l'irriducibile impulso umano a esprimere il proprio pensiero, piatto o profondo che sia.

Partendo dai grandi classici come "Scemo chi legge" o "W Inter" (se non qualcos'altro), le scritte sui muri si sono evolute fino a produrre fior di aforismi e perle del pensiero filosofico. Del resto, c'è qualcosa di vero nell'affermazione di un noto esponente politico di governo, secondo cui "I muri sono il diario del popolo". Alcuni siti e blog, come per esempio Star Walls, si sono dedicati a raccogliere le scritte più divertenti, intelligenti o anche semplicemente più folli e volgari che si ritrovano sui muri e sulle saracinesche della città.

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