di Francesco Chignola

Oggi 14 luglio è notoriamente l'anniversario della Presa della Bastiglia e della Rivoluzione Francese. Ma nel suo contesto più limitato la data potrà essere ricordata in futuro anche per un'altra piccola rivoluzione: il primo vero sciopero dei blogger. Un'iniziativa definita Diritto alla rete, che nel giro di un paio di settimane soltanto ha raccolto già centinaia di adesioni - e soprattutto, moltissimi commenti.

L'idea è venuta infatti lo scorso 1 luglio ad Alessandro Gilioli, l'autore di Piovono Rane, un blog seguitissimo e ospitato tra i blog de L'Espresso. Dopo aver segnalato un articolo di Guido Scorza su Punto Informatico che avverte che nel Decreto Legge sulle Intercettazioni sarebbe presente l'estensione del "dovere di rettifica" alla categoria generica dei "gestori di siti informatici" definendola "legge ammazza-Internet", in un post intitolato Il bavaglio, i giornalisti, i blogger, Gilioli propone in occasione dello sciopero dei giornalisti "una giornata di silenzio dei blogger, per protestare insieme", definendolo un "messaggio di maturità di chi pubblica in Rete" e concludendo che "il primo sciopero dei blog avrebbe un impatto mediatico straordinario".

Le reazioni non si fanno attendere, da parte di uomini politici come Antonio Di Pietro e Ivan Scalfarotto, e di moltissimi tra i blogger più popolari come Luca SofriGiuseppe Granieri, Claudio Sabelli Fioretti. Tra le voci contrarie spicca quella di Filippo Facci sul Giornale, a cui Gilioli risponde poche ore più tardi. Nel frattempo le adesioni aumentano: per raccoglierle nasce appunto anche il sito-social network Diritto alla Rete, dove è possibile segnalare la propria solidarietà allo sciopero. Nel frattempo Gilioli cerca di coinvolgere Beppe Grillo, proprio nei giorni in cui quest'ultimo annuncia la sua provocatoria candidatura a leader del PD.

Intanto, lo sciopero dei giornalisti viene revocato. Quello dei blogger invece continua, e viene organizzato anche un incontro più tradizionale in Piazza Navona la stessa sera del 14 luglio il cui irridente slogan è "Chi non viene Bruno Vespa è". Ora resta solo da vedere quale sarà nelle prossime ore l'impatto mediatico di questa iniziativa, quante saranno le adesioni e che tipo di "rumore" riuscirà a fare appunto il silenzio dei blogger italiani. Ma in questi giorni non si può dire che non sia volata una mosca: che sia davvero l'inizio di qualcosa di nuovo?

Guido Scorza ha pubblicato anche un video-appello su Youtube in cui invita a partecipare allo sciopero. Eccolo: