di Francesco Chignola

Per un ovvio quanto ironico ricorso storico, doveva arrivare prima o poi il momento in cui sul tavolo delle polemiche tra le grandi aziende del web ci sarebbero stati quei vetusti oggetti chiamati libri. Ma soprattutto, in questo caso, non i pesanti volumi che adornano gli scaffali tra la polvere, ma la loro versione digitalizzata. E questa volta i giganti della rete hanno indossato i guantoni da boxe: tre nomi altisonanti come Microsoft, Amazon e Yahoo si sono infatti uniti in un'alleanza per far muro contro Google.

Cos'è successo? Lo scorso ottobre è stato firmato un accordo tra Google e gli editori americani per garantire all'azienda di Mountain View un predominio senza precedenti nella digitalizzazione e distribuzione dei testi coperti da copyright attraverso la pagina di Google Books. Un accordo dalla portata potenzilmente epocale che potrebbe fare di Google in futuro il re incontrastato del mercato online dei libri - e un accordo, ovviamente, che non è piaciuto ai concorrenti. Ma non solo a loro.

Così è nata infatti Open Content Alliance: un vero e proprio patto di sangue che ha visto scendere in campo le sopracitate aziende per contrastare un futuro possibile monopolio da parte della già strapotente Google. In un campo che è ancora tutto da scoprire e da sperimentare, peraltro. Microsoft, Amazon e Yahoo non sono ovviamente sole, ma in compagnia di molte università e di istituzioni sparse per tutto il globo: tutto ciò accade a ridosso del 4 settembre, la data in cui scadrà la presentazione di rimostranze nei confronti dell'accordo.

Ma l'eccellenza del raggruppamento non ha impedito di suscitare polemiche riguardo a una possibile "ipocrisia" del preoccupato messaggio umanitario lanciato dall'Alleanza stessa, perché probabilmente per le grandi aziende la questione è meramente economica. Insomma, molti riducono la polemica all'ennesimo capitolo dell'eterna lotta tra Google e Microsoft, come già negli ultimi tempi è accaduto per i motori di ricerca. Anche se in questo caso in gioco sembra esserci in gioco qualcosa in più della libera concorrenza di mercato.