Una monetina, uno schermo enorme dai pixel giganti e uno o più pulsanti rossi da pigiare… e il ricordo corre ai tempi dei videogame. Delle sale da gioco. Quelle che pullulavano di ragazzini con le cartelle troppo pesanti per raggiungere la scuola o per raggiungere casa e iniziare un pomeriggio di studio.

Non esistono joypad. E i joystick sono l'ultimo ritrovato della tecnologia. E' il tempo dei vecchi e cari videogiochi arcade. E’ il tempo degli Insert Coin. Un gettone, 100 Lire, o 15 copeche come volevano i videogiochi russi.

E proprio la monetina russa dà il nome al Museo dei Videogiochi Sovietici, una vera e propria “macchina del tempo che restituisce al visitatore un’infanzia felice” si legge sul sito Internet dell’esposizione. La mostra, allestita nella capitale Mosca, ripropone circa 40 videogiochi tutti rigorosamente anni ’70 e quasi tutti perfettamente funzionanti.

Per la modica cifra di 300 rubli (meno di 7 euro) è possibile tuffarsi in nostalgici ricordi di spensieratezza. Un percorso della memoria che, neanche a dirlo, regala anche la possibilità di giocare con il proprio vecchio e caro videogioco preferito.

E se non vi è possibile raggiungere la città che sorge sulla Moscova, non preoccupatevi. Alcuni gioielli della tecnologia del passato sono disponibili on line. C'è proprio tutto: la musica ripetitiva e metallica che segna l'inizio e la fine del gioco; il rumore sordo che che si attiva ogni volta che si centra il bersaglio e quello assordante che annuncia il game over, o, per dirlo alla russa, il Конец игры!

Ed ecco Magistral, il classico gioco di corse d’auto. Nessuna possibilità di scelta del veicolo, qui non esistono né Porsche né Ferrari. Un solo modello e diversi percorsi da affrontare. Basta pigiare sul tastino rosso e scegliere il percorso per iniziare a gareggiare virtualmente sfidando la macchina o un amico. Sei un principiante o un esperto? A te la scelta!

Autorally, Gorodki, Magistral e Morskoy Boy, insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età. Per ricordare quando si saltava scuola…. O quando si saltava la riunione di partito.