di David Saltuari

Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre si svolge a Riva del Garda (Trento) la seconda edizione della BlogFest, il raduno annuale dei blogger italiani. Organizzato da Gianluca Neri, creatore di Macchianera e tra i primi blogger in Italia, la BlogFest è una delle rare occasioni in cui nomi e firme conosciute e apprezzate in rete, si incontrano materialmente e si vedono, spesso per la prima volta, in faccia. Momento centrale dell'evento è la consegna dei Macchianera Blog Awards 2009, i premi votati dagli utenti della rete (qui il form). Lo scorso anno, un po' a sorpresa, Leonardo, un acuto e sarcastico insegnante modenese di scuola media, ha battuto mostri sacri come Beppe Grillo e Marco Travaglio aggiudicandosi il titolo di blogger dell'anno. Riuscirà quest'anno a fare il bis? Tocca a voi deciderlo.

Le categorie tra cui votare sono talmente tante da far invidia all'Academy Award. Si passa da un'istituzionale Miglior Blogger dell'anno fino agli ultraspecialistici Cattivo più temibili della Blosfera o Miglior blog andato a puttane. Una buona occasione, in ogni caso, per scovare il meglio che può offrire la rete italiana. Giusto per rimanere nelle categorie più generiche, tra i migliori blog dell'anno si trovano il già citato Leonardo, Piovono Rane, tenuto dal caporedattore dell'Espresso Alessandro Gilioli, il blog collettivo di satira Spinoza, quello di Marco Travaglio Voglio Scendere e Poca Cola. Il titolo di blogger dell'anno invece se lo contendono, oltre a Leonardo e al solito Beppe Grillo, Alessandro Bonino di E io che mi pensavo, il feroce e sarcastico Paul The Wine Guy, celebre per le sue invenzioni grafiche e Qualcosa del genere.

Interessante e foriera di sorprese la categoria migliore rivelazione dell'anno: a contendeselo Antefatto, il blog del nuovo quotidiano Il Fatto, Educazione Cinica, diventato celebre quest'anno per aver rivelato l'uso un po' allegro di immagini su Corriere.it e candidato anche tra i Cattivi più temibili della Blogosfere, Ma che davvero, il blog divertente e spiritoso di una giovane neo-mamma, il già citato Spinoza e Qualcosa del genere. E visto che qui siamo su Mag e normalmente si parla di cinema e musica, segnaliamo anche, nelle rispettive categorie, il blog tematici Friday Prejudice, che settimanalmente segnala, con il giusto pregiudizio, i film in uscita nelle sale, e il blog collettivo Inkiostro, tra i più attenti a trovare tutte le ultime novità in campo musicale.

Se è vero che la blogsfera italiana tende a volte ad una certa autoreferenzialità e a citarsi adosso, la BlogFest è invece un ottima occasione per uscire dal solito giro e incontrare e discutere di persona con i propri blogger preferiti. Autori e lurker (quelli che leggono senza mai lasciare commenti) si incontrano per le strade della cittadina trentina e, nell'associare un volto ad un nickname, non mancano a volte le sorprese ("ehi, me lo immaginavo più alto","non sapevo avesse la barba","ma è una donna!!"). Immitando il buon funzionamento dei principi di Internet tutta la BlogFest può contare su una rete organizzativa messa a disposizione dalla cittadinanza, ma i singoli eventi sono poi organizzati e gestiti dagli stessi partecipanti. Sono infatti ben otto i BarCamp che si svolgeranno a Riva del Garda. Il BarCamp, per i non addetti, è una sorta di conferenza in cui ognuno ha diritto a partecipare: basta lasciare un post-it con il proprio nome nell'apposita bacheca (e avere qualcosa da dire). 15 minuti a testa, domande comprese.

Lo scorso anno il BarCamp dedicato alla pubblicità online creò un dibattito la cui eco si propagò per la rete italiana per diversi mesi. Un creativo dal palco spiegò che secondo lui l'attacco alle torri gemelle era stata “un’idea della madonna” con un “tasso di creatività altissimo”. Affermazione quantomeno discutibile che scatenò un putiferio di cui si parla ancora oggi. Forse per evitare nuove considerazioni sulla creatività del terrorismo quest'anno i BarCamp proposti affrontano temi completamente diversi:  ÈmortoilBarCamp?, che fa il punto sullo “stato di salute” di questi incontri aperti; un ErotiCamp Soft e uno Hard, che si annunciano già i più affolati; un PhotoCamp dedicato al mondo della fotografia; un MomCamp, in cui ritrovare tutte le mamme della rete e le community che le riuniscono; un To Do Camp, in cui parlare di produttività personale e “lifehacking”, pratica che nobilita l’ormai superato fai-da-te; un DissaporeCamp, dedicato al cibo, ai foodblogger e a tutti gli appassionati di cucina e uno YogaCamp per sgranchirsi e ritrovare il benessere dopo ore al pc.

Ma poi a cosa serve tenere un blog? I più furbi tra voi potrebbero pensare che un blog è un comodo grimaldello per diventare autorevoli opinionista su qualche testata internazionale. Beh, il blogger dell'anno (scorso) Leonardo, una delle firme più seguite della rete italiana, lancia un avvertimento: occhio che vincere un blogaward non vi cambia la vita. Leggendo la classifica di Blogbabel, dove il suo nome è in testa, nota infatti come il secondo classificato, Daveblog, oggi viva negli USA, il terzo, Zoro, lavori per Rai3, mentre lui, il blogger dell'anno, continua ad essere "più o meno lo stesso sfigato dell'anno scorso". A dimostrazione che tutti i discorsi sulla reputazione in rete e l'importanza della blogsfera italiana sono sostanzialmente fuffa, non a caso, una delle parole preferita dei blogger nostrani.