di Francesco Chignola

Molti genitori non sanno neanche cosa sono, altri li vedono come un luogo oscuro dove si possono fare incontri pericolosi. Ma pochi sanno davvero che cosa fanno i ragazzi quando digitano user e password per entrare in Facebook, Myspace o NetLog. Secondo uno studio di Common Sense Media, volto proprio ad analizzare l'uso che gli adolescenti fanno delle nuove tecnologie di comunicazione, il 22% dei ragazzi intervistati controlla il proprio Social Network più di dieci volte al giorno. Un uso particolarmente intenso della rete, che però avviene nella maggior parte dei casi all'insaputa dei propri genitori. Secondo lo studio, infatti, solo il 4% dei genitori pensa che i propri figli riescano ad arrivare ad un tale livello di partecipazione sociale via rete.

La ricerca in particolare si divide in attività considerate "negative" e "positive", all'interno dei social network. Nel primo caso, per esempio, è altissima la percentuale di teenager che ha dichiarato di aver preso in giro i propri docenti online (54%), un quarto di essi ha finto di essere qualcun altro in una chat, e il 18% ha finto almeno una volta di essere un adulto: se anche questi possono suonare come campanelli d'allarme, non sembra che i genitori ne abbiano la percezione, visto che le stesse domande, poste riguardo ai loro figli, mostrano percentuali quasi dimezzate. Facendo un altro esempio: il 24% dei teenager è entrato di nascosto nell'account di un altro, ma soltanto il 4% degli adulti pensa che il proprio figlio lo possa aver mai fatto.

C'è però anche il volto positivo dell'interazione con il web. In particolare, oltre la metà dei giovanissimi ha usato i social network per sostenere una causa, per pubblicare un lavoro artistico autoprodotto, o per pubblicare della musica originale. Tanto che sull'aumento delle performance accademiche sembrano essere tutti d'accordo: i social network aiutano la carriera scolastica per il 75% dei genitori e per il 64% dei figli.

Un'altra ricerca ha destato scalpore negli USA. Riguarda il modo in cui le nuove tecnologie possono servire per "imbrogliare" nel mondo scolastico. Posto che gli studenti hanno sempre trovato, nella storia della scuola, un modo per copiare i compiti in classe, è la differenza tra le risposte dei figli e quelle degli adulti a rivelarsi interessante. Un terzo degli studenti intervistati ha usato gli sms per copiare, due terzi riferiscono che lo hanno fatto i compagni di classe, una buona metà ha imbrogliato almeno una volta usando Internet. C'è di più: un quarto dei ragazzi pensa che questo tipo di strumenti non siano nemmeno considerabili "truffaldini". Nonostante questo, la percentuale dei genitori che pensa che i propri figli abbiano mai usato il cellulare per copiare si ferma al 4%.