David Lynch porterà nelle sale cinematografiche il prodotto della sua ultima fatica, concepita originariamente per il web. Si tratta dell’Interview Project, partito nel giugno scorso, che ha visto una troupe di Lynch viaggiare per gli Usa registrando interviste di 4 minuti con le persone ordinarie incontrate per strada. Un progetto che in settanta giorni ha portato la telecamera digitale lungo 27 mila miglia durante il quale sono state registrate 121 interviste, poi sapientemente montate dal regista.

SPOON RIVER - Storie di gente comune, una specie di confessione collettiva dai toni confidenziali ma che in alcuni casi ci mette dinnanzi la tragedia del vivere. Una Spoon River con i protagonisti ancora in vita, un ritratto allo stesso tempo romantico e lucido, in cui gli intervistati fanno i conti con speranze e ricordi. La narrazione è libera e gli intervistatori intervengono di rado e con domande molto semplici: “Di cosa sei orgoglioso?”, “Cosa ti aspetti per il futuro?”.

NELLE SALE - L’Interview Oroject online è a buon punto, sono state montate e pubblicate una settantina di interviste. Dal 27 novembre faranno il loro esordio al cinema: ogni film proiettato nelle sale dell’IFC Center a New York sarà preceduto da un’intervista. Probabile che l’iniziativa – che nella grande mela terminerà il prossimo 18 febbraio - venga replicata in altre città statunitensi, anche se per ora non ci sono conferme.
Un nuovo modello di distribuzione di contenuti ideali per il web, per un regista che si è sempre distinto per la sua passione per le nuove tecnologie e che, oltre a girare in digitale anche i lungometraggi, ha un sito  molto ricco dove cura tra le altre cose anche un personale servizio meteo  di 30 secondi, un negozio online di caffè, multimedia e gadget vari.

ON LINE - Chi non sarà a New York questo inverno può vedere le interviste già pubblicate sul sito. Si rattristerà con Lynn , 42enne texana dalla vita travagliata che si descrive “broken” sfuggendo con lo sguardo all’inquadratura. Sorriderà a vedere Jack e Doris , settantenni che in abiti da yankee sono in perenne tournée nelle sale da ballo della provincia americana a insegnare tip-tap ai più giovani e a godersi la pensione: mai un litigio, gente strana, che ci si potrebbe aspettare di incontrar giusto in un film di Lynch.
Molte storie raccontano una vita infelice, un’infanzia non facile, spesso contrassegnata da alcol, droghe e violenze. E non sempre c’è un lieto fine, ma a volte sì, come la diciottenne Daniella Barr , novella figliola prodiga, che dopo aver quasi gettato ai rovi l’adolescenza ha ritrovato accoglienza e affetto in famiglia.

Video:
L’intervista a Lynn

L’intervista a Jack e Doris

L’intervista a Daniella Barr