di Floriana Ferrando

Secondo il Pew Internet Research  gli adulti utilizzatori dei social network sono in continua crescita. Ma spesso questo non vuol dire che abbiano anche una buona dimestichezza col mondo virtuale. Anzi. Ecco qualche consiglio che arriva da Msnbc  per evitare brutte sorprese o, più semplicemente, inutili scocciature su Facebook.

Procediamo con ordine. La scelta della foto da inserire nel vostro profilo personale non è da sottovalutare. Mettete qualcosa che vi rappresenti, anche se siete grassi o avete pochi capelli, e ricordate la regola d’oro: se siete sposati inserite una foto insieme al vostro partner. Gli scocciatori saranno scoraggiati e vi lasceranno in pace.

“Tizio ti ha aggiunto tra i suoi amici”, ecco un altro tasto dolente del social network. Saranno decine quelle che arrivano ogni giorno e voi, storcendo il naso, pensate: “E questo chi è?”. Se tendete ad accettare chiunque senza filtri, è bene ricordarsi che lo scopo principale degli amici virtuali è sommergervi di fiori finti per altrettanto finti giardini, o di immaginarie birre da bere in pub che esistono solo nella loro fantasia. Non accettate quindi ogni richiesta, molti amici vuol dire anche più stupidaggini.

Inoltre più amici avrete, più aggiornamenti di stato visualizzerete sulla vostra pagina. E non c’è che dire, quelli degni di nota sono spesso davvero pochi. Ma non è finita qui. Non dimenticate che ogni vostro amico ha a sua volta degli amici: quando commentate su uno status sarete poi avvisati per ogni nuovo commento aggiunto. Anche qui, ritrovarsi con la casella di posta elettronica intasata è all’ordine del giorno.

In questo senso, gli ideatori di Facebook  hanno recentemente studiato un nuovo modello per agevolare la gestione della privacy  in modo che ognuno possa decidere cosa rendere visibile a chi: esclusivamente agli amici, agli amici degli amici, o a tutti gli utenti, distinguendo anche all’interno della schiera dei nostri amici quali sì e quali no. Così, se vorrete criticare il vostro capo potrete farlo vietando solo a lui la visualizzazione, evitando così di essere licenziati come già successo negli scorsi mesi.

Eppure, con l’ingresso delle nuove opzioni per la privacy, Facebook ha anche predisposto un trucco per incentivare gli utenti a condividere tutto pubblicamente: meglio controllare periodicamente le proprie impostazioni di privacy, per sapere cosa e con chi condividete online.  

Che dire poi delle varie applicazioni? Un’altra potenziale noia. Attraverso la piattaforma di Mark Zuckerberg chiunque può costruire un piccolo programma: da giochini divertenti, a stupidi test su “quale Beatles sei?”  o “quale diva degli anni ’40 sei?”.
Un vero attentato all’intelligenza, e anche in questo caso installare le applicazioni significa ricevere continuamente avvisi. Meno irritanti invece i gruppi, ai quali si viene invitati, o almeno così dovrebbe essere, solo nel caso in cui i nostri amici siano davvero sicuri che l’argomento possa interessare. Anche qui la regola è sempre la stessa: usare con parsimonia, senza sottovalutare i possibili effetti collaterali.