Facebook contro i suicidi digitali
Un gruppo di italiani nei mesi scorsi aveva lanciato Seppukoo, applicativo per "suicidarsi" su Facebook. Ovvero chiudere subito il proprio profilo senza seguire la trafila ufficiale. ma ora Facebook vuole bloccarlo. Per vie legali.
uno screenshot dal sito Seppukoo
i Emanuela Di Pasqua
Per chi voleva uscire fuori dal tunnel di Facebook, ma voleva farlo platealmente e in modo reversibile, esisteva un sito che consentiva di mettere in scena un vero e proprio suicidio digitale , con tanto di memoriale commentabile dagli amici del caro estinto. Seppukoo, questo il nome del sito, è il nome di un rito suicidale usato dai samurai giapponesi e si riferisce chiaramente al concetto zen di morte. Il programma è stato architettato da un gruppo di italiani e regalava (prima della censura) la possibilità di uccidere il proprio corpo digitale bypassando la dettagliata trafila ufficiale e al tempo stesso rifiutando la morte silente dei classici delusi di Facebook, con la possibilità di scegliere una pagina personalizzata dedicata all'eterno riposo. Eterno, si noti bene, salvo ripensamenti. Sì perché nel caso in cui, nonostante la perdita di entusiasmo, la nostalgia del social network attanagliasse la vita reale del suicida si poteva tornare indietro. E resuscitare.
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Seppukoo offriva agli utenti la possibilità di attivare un messaggio che risultava inviato poi dal defunto online e a quel punto l'uscita di scena diventava un evento eroico e grandioso. Per attivare l'applicazione era sufficiente inserire la propria mail e la password di Fb. A quel punto bastava seguire le istruzioni. I legali di Perkins Coie , prestigioso studio legale del team di Fb, hanno già iniziato a lavorare per ostacolare il servizio, visto chiaramente come una minaccia alla reputazione del più popolare sito sociale.
Ma Seppukoo esiste già da mesi ed è entrato ormai nella cultura del web 2.0. Per Facebook, nonostante la temporanea censura, non sarà facile arginare il fenomeno e bloccarlo, considerato che il sito interpreta evidentemente un‘istanza diffusa tra gli utenti, divisi tra delusione e desiderio di continuare a far parlare di sé nel mondo online, anche quando non si esiste più. Per il momento Marck Zuckerberg, fondatore e Ceo del social network, ha spedito tramite i suoi legali una lettera esplicita e molto poco amichevole ai responsabili dell'applicazione: "Seppukoo deve sparire non solo da Facebook (dove l’applicazione è già stata censurata) ma anche dall’intera Rete entro il 22 dicembre".
In attesa di sapere l'esito dell'ultimatum va registrato che c'erano state altre iniziative del genere in passato  ovvero siti che regalavano alternative più snelle e magari non definitive per passare a miglior vita online. La novità di Seppukoo sta nella rappresentazione teatrale e drammatica proposta, capace di tradurre quel senso di sconfitta e di tristezza che scandisce la morte digitale degli utenti a cui non basta semplicemente sloggarsi.
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