di Floriana Ferrando

I propositi per il nuovo anno? Il cantante degli U2 Bono Vox ha fatto di più. Ha stilato una lista delle cose da fare nel prossimo decennio per migliorare il mondo. Nella sua Top Ten for Next Ten pubblicata sul New York Times si trova di tutto, dai problemi climatici ai progetti umanitari. Non c’è che dire, impegni davvero nobili.

Qualcosa ha fatto però stizzire l’intero mondo del web. Bono si è schierato con tutte le sue forze contro il file sharing, a favore di nuovi metodi per proteggere il copyright. L’intento è quello di salvare il mondo della musica e dello spettacolo. Secondo il cantante irlandese, l’unica cosa che protegge i film e la televisione dal terribile destino che ha colpito musica e giornali è la dimensione dei file, ma sarà solo questione di tempo. Se lo sviluppo della banda larga continuerà con questa velocità, presto saremo tutti in grado di scaricare illegalmente qualsiasi film in pochissimo tempo: “Potremo scaricare un’intera stagione di 24 in ventiquattro secondi”, scherza Bono con un filo di sarcasmo.

Già in passato qualche star inglese aveva manifestato il proprio disappunto contro il file sharing, ma nessuno ci era andato giù così pesante. “I fornitori di servizi internet sono dei Robin Hood al contrario, beneficiando della perdita di profitti dell’industria musicale”, tuona Bono. Una frase colta al volo dai più critici che ne hanno sottolineato l’assurdità, ricordando che gli U2 sono al top della classifica dei maggiori incassi di concerti dell’anno appena concluso e possono quindi vantare cifre da capogiro.

Eppure Bono si fa portavoce di una vera e propria guerra, che va portata avanti identificando tutti gli utenti che scaricano su servizi “pirata”. Bono si riferisce agli USA e alla lotta contro la pedofilia virtuale, e alla Cina con i suoi metodi di repressione dei dissensi in Rete. Due esempi che hanno fatto accapponare la pelle a molti.

Arriva pronta la risposta di Cory Doctorow, giornalista e noto opinionista di Boing Boing. Secondo Doctorow  non è possibile un controllo efficace dei contenuti in Rete, e aggiunge: “Se solo l'avidità e l'ignoranza potessero sequestrare il carbonio, Bono potrebbe finalmente salvare il pianeta”.

Il sito Gawker ha ideato un modo simpatico per esprimere il suo disappunto. Se Bono ha fatto una lista per cambiare il mondo, ecco allora le “dieci cose da fare per cambiare Bono”, insieme a qualche consiglio. Primo fra tutti, quello riguardante alcuni dei progetti proposti. Il sito ammonisce il cantante: “Richiedono soldi, che tu hai, e che puoi ottenere dai tuoi ricchi amici. E allora fai qualcosa!”. Non mancano poi le stoccate ironiche. Certo, la musica degli U2 è molto buona, ma basta sopravvivere con i successi del passato, e soprattutto basta con il “complesso di Gesù”: Bono che dichiara continuamente di voler cambiare il mondo è ormai fin troppo noioso.

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