di Luca di Garbo

Sentite questa: la radio ha impiegato 38 anni per raggiungere 50 milioni di utenti, a Facebook sono bastati 9 mesi per toccare quota 100 milioni. Oppure: una coppia di sposi su 8 negli Stati Uniti si è conosciuta attraverso i Social Media. Sono queste alcune statistiche riportate in un video virale che ha superato il milione di contatti su You Tube e sta spopolando sui blog di tutto il mondo grazie anche alle traduzioni in italiano, spagnolo e giapponese. L’argomento è la “Social Media Revolution”, una vera e propria rivoluzione che sarebbe in corso. Parola di Equalman, l’autore del video, pseudonimo di Erik Qualman, un americano che nella vita si occupa di marketing on-line.

I numeri “apocalittici” del video e le relative fonti sono tratte dal suo libro “Socialnomics” che parla proprio di come i Social Media stanno trasformando il nostro modo di vivere e fare business. Si rinnovano i principi del marketing, il word of mouth diventa “world of mouth”, e i social network diventano così la principale forza di vendita di un prodotto. Un libro che sta facendo discutere in America, anche grazie al boom del suo video, e che focalizza l’attenzione su uno scenario, non tanto futuro, in cui saranno proprio i servizi, le notizie e i prodotti a trovare il consumatore e non viceversa.

“I social media sono solo una moda oppure rappresentano il più grande cambiamento dalla Rivoluzione Industriale?”, sul video di Qualman si parte da questo interrogativo alquanto impegnativo e si prosegue snocciolando cosiddetti “facts” ad alto impatto emotivo, per la serie: “i social media hanno superato il porno come attività numero uno sul web”, o ancora: “Wikipedia conta oggi 13 milioni di articoli; diversi studi hanno dimostrato come questa sia più accurata dell’Enciclopedia Britannica”.

Il video ha suscitato diverse reazioni anche sui blog italiani: “L’ho dovuta guardare tre volte per capire che era così ben fatto da manipolarmi i neuroni”, commenta un anonimo e aggiunge: “onestamente mi piacerebbe ritornare su questo post fra cinque anni e vedere se e come tutto ciò sarà evoluto o cambiato”. Francesca scrive: “ammetto che a giugno ho fatto da testimone di nozze a una coppia che si è conosciuta in chat”, e circa le proporzioni del boom di Facebook continua, “io ho due profili, uno personale e uno professionale, molti dei miei amici che hanno un cane o un gatto hanno creato il profilo per l’animaletto. Insomma è tutto oro quel che luccica?”. Luca sul suo blog: “oggi su Facebook la maggior parte dei contenuti sono relativi a stupidaggini e alla lunga questo rischia di trasformarlo in uno strumento poco utile e, per questo, di scarso interesse”. E infine: “Non molto tempo fa i giornali parlavano continuamente di Second Life adesso tutti di Facebook, appena si spegneranno i riflettori penso che FB farà la stessa fine”.

In questo scenario che sembra riproporre in chiave moderna il dibattito tra apocalittici e integrati, si inserisce anche il Vaticano che proprio nelle scorse settimane ha aperto alle potenzialità dei social media. E se non è azzardato ipotizzare presto un profilo Facebook o Twitter del Papa, si assiste anche alla nascita di fenomeni come Funeras, il Facebook dei defunti, il primo social network italiano dedicato a chi non c’è più. Una cosa è certa: che duri o che vanga spazzato via come Second Life davvero in pochi hanno il coraggio di rinunciare alla vetrina.