Vai allo Speciale Avatar

di Floriana Ferrando


Premiazione plurima agli scorsi Golden Globes e incassi da record . Ma per Avatar, il film più atteso dell'anno attualmente nelle sale italiane, non c'è pace.

Dopo le misure restrittive adottate dal governo cinese e il divieto di visione per i bambini in alcuni paesi (l'Italia si è salvata), ora il kolossal fantascientifico viene accusato di "istigazione al suicidio" e "induzione alla depressione".

A dare l'allarme è un servizio della Cnn dove il regista James Cameron viene accusato di aver creato un film che porta alla depressione. Ma come, il film che sta sbancando i botteghini di tutto il mondo rende depressi i suoi spettatori? Sembra assurdo, ma è proprio così. Il mondo di Pandora è talmente bello e perfetto che quando si esce dal cinema e si torna alla realtà ci si ritrova tristi e delusi.

La rete è zeppa di utenti colpiti dalla depressione post-Avatar. "Che schifo il mondo reale, voglio vivere su Pandora", il ritornello è sempre lo stesso, da Twitter al sito ufficiale del film. E c'è chi ci va giù pesante. Sul sito Naviblue un utente ha ipotizzato il suicidio, sperando di poter rinascere in un mondo simile a Pandora.

Eppure l'intento di Cameron era tutt'altro. La bellezza immaginaria del pianeta di Pandora dovrebbe rappresentare il miracolo della bellezza reale della Terra, ma il paragone ha invece prodotto un effetto deprimente.

Sul forum del portale web del film è stato aperto lo spazio Come convivere con la depressione causata dalla consapevolezza che Pandora non è reale. Più che consigli per venirne fuori, i fan di Avatar raccontano la loro esperienza. "Dopo aver visto Avatar per la prima volta, mi sono sentita davvero depressa quando mi sono risvegliata in questo mondo" (), e ancora: "È così difficile, non posso costringermi a pensare che è solo un film e che non potrò mai vivere come vivono i Na'vi".

Già in passato alcune pellicole hanno ispirato azioni estreme. Il Times ricorda omicidi legati ad Arancia Meccanica, Matrix e Assassini nati. Questa volta è forse peggio. Sembra che l'effetto tridimensionale incentivi il fenomeno. Pandora sembra così vera e i suoi abitanti così vicini a noi che una volta tolti gli occhialini si fa fatica a distinguere il cinema dal mondo reale. Dunque evviva il 3D ma a nostro rischio e pericolo, come spiega il dottor Gordon Claridge, professore di psicopatologia all'Università di Oxford.

La tendenza potrà avere qualche effetto collaterale sul film? Probabilmente no, soprattutto se si ascolta il consiglio di un utente Twitter: quando siete ossessionati dal fantastico mondo di Pandora resta solo una cosa da fare, tornare al cinema. Il sollievo è assicurato, almeno per la mente.