di Nicola Bruno

Non è un tablet, ma un assorbente. La battuta è circolata fin da subito tra le blogger statunitensi, appena Steve Jobs ha annunciato il nome del nuovo gadget Apple: non  iTablet come atteso dai più, ma iPad (Pad in inglese vuol dire anche assorbente). "Ma è un nome terribile - ha commentato a caldo l'annunciatrice di CNBC, Michelle Caruso-Cabrera - Mi ricorda il nome dei prodotti femminili".

Su Twitter gli utenti si sono scatenati ancora di più: iTampon è diventato uno dei trend del giorno; inevitabile la battuta: "Flusso abbondante? C'è un app anche per questo". Gli utenti italiani si sono invece limitati a rilanciare altri giochi di parole, come la "padella by Apple".

C'è stata anche molta ironia, sarcasmo e dissacrazione, in mezzo a tutta la trepidazione per uno degli eventi più attesi del nuovo anno, che ha visto Twitter letteralmente esplodere. In un articolo provocatorio, la webzine Slate si è addirittura chiesta: ma Apple batte Obama? Ieri era infatti il giorno del Discorso sull'Unione di Barack Obama, ma l'attenzione degli utenti online è stata tutta catturata dal nuovo "gioiello" di Cupertino; la tecnologia quindi ormai batte la politica.

Lo sciamano Steve Jobs ha saputo incantare la platea (reale e virtuale) con il suo ultimo gioiello "magico e rivoluzionario". Ma, almeno in un primo momento, le reazioni non sono state proprio all'altezza delle aspettative, come ha sottolineato Giuseppe Granieri su La Stampa: "La partenza è  stata in salita: «Ma è un iPhone gigante», «Ma è brutto, sembra una cornice per foto», «Tutto qui?». (...) Poi, passo dopo passo, Jobs e i suoi hanno conquistato il cuore degli osservatori, fino al momento in cui è stata annunciata l'aggressiva politica dei prezzi".

In effetti le caratteristiche tecniche dell'iPad hanno fatto subito scattare il gioco al "cosa manca". E' un dispositivo chiuso, senza webcam, slot Sd e Gps, ha sentenziato dopo un'attenta autopsia Ars Technica. Altra perplessità: l'iPad non può fare telefonate, più che un iPhone evoluto, sembra un iPod gigante di nuova generazione.

Le perplessità riguardano anche l'effettiva necessità di un simile gadget. Lo stesso Steve Jobs durante il keynote ha condiviso i propri dubbi: "C'è spazio sul mercato per una terza categoria di prodotti, tra smartphone e laptop? Non lo so. Sono sempre stato scettico, ma se questo spazio c'è, è fatto per l'iPad".

Al di là delle specifiche tecniche presentate ieri, è però un altro l'aspetto a cui dovremmo fare più attenzione, dice Walt Mossberg del Wall Street Journal: la vera rivoluzione saranno i programmi che arriveranno nei prossimi mesi. Soprattutto sul fronte dei videogiochi e delle applicazioni multimediali.

Tra i programmi per iPad che hanno riscosso più successo c'è senza dubbio iBooks: il nuovo servizio per comprare e leggere ebook. Si apre così lo scontro tra Amazon ed Apple per il controllo dell'editoria digitale. Anche se, secondo il New York Times, c'è spazio per entrambi. Nonostante sia tecnologicamente più arretrato, il Kindle continuerà ad essere la scelta di punta per chi ama i libri, sia per il catalogo più ampio che per il peso ridotto (è quasi la metà dell'iPad).

In mezzo a tutto il fiume di analisi, impressioni a caldo e a freddo, forse il giudizio più efficace è arrivato da un blogger italiano Alessandro Bonino - che ha così sintetizzato la giornata di ieri: "Ok, come mi aspettavo, mezza delusione. Tempo sei mesi ce l'avremo tutti. :)".