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di Francesco Chignola

Fino a qualche anno fa, era difficile prevedere che un fenomeno come quello dei social network avrebbe raggiunto un numero così alto di utenti. E se Facebook ha senza dubbio dato una spinta fondamentale per avvicinare la popolazione alla rete, d'altro canto è anche entrato a far parte delle abitudini quotidiane. Ma come ogni altra consuetudine, anche questa ha i suoi pro e i suoi contro. Tra questi ultimi, c'è la difficoltà di proteggere la propria privacy dal potere devastante della figuraccia.

Il flusso di contenuti condivisi con i propri amici può infatti diventare spesso e volentieri il terreno per situazioni ridicole, imbarazzanti, persino disdicevoli. Inevitabile che sulla rete, per sua natura sarcastica e spietata, fiorisse in tempi brevi una categoria di blog e siti internet dediti a cercare, raccattare e collezionare le peggiori figuracce fatte dagli utenti dei social network. In particolare di Facebook: primo, perché su Facebook c'è ormai chiunque, di qualunque età, con qualunque interesse. Secondo, perché a minare le basi della nostra reputazione non ci sono solo gli status e i loro commenti, ma anche le fotografie e i video.

Questa è l'intuizione alla base del geniale sito Lamebook, nato lo scorso aprile ma che in queste settimane sta conquistando la rete, anche attraverso una pagina su Facebook che ha superato i 65 mila fan. In inglese "lame" è un termine gergale giovanile diffusissimo che significa approssimativamente l'opposto di "cool": il termine "sfigato" insomma gli si avvicina, ma non rende giustizia alle sfumature. E Lamebook è proprio questo: una collezione dei momenti più imbarazzanti e ridicoli colti dai lettori sulle proprie bacheche. Divisi in categorie: come quelli che mettono in piazza i propri problemi personali oppure quelli che ci fanno proprio una pessima figura. C'è anche una categoria apposita per tutte le fotografie più spiacevoli, goffe e divertenti rubate dai profili.

Esiste poi un sito intitolato Facebook Fail, molto simile al precedente ma con una categorizzazione ancora più precisa. Per esempio, quante volte vi è capitato di leggere status di Facebook pieni di refusi o di errori di ortografia? In tal caso, ancora più divertenti sono le risposte degli amici che deridono il malcapitato. Per l'occasione sono poi stati ad hoc dall'autore del sito dei veri e propri neologismi come Facedrama, che indica status eccessivamente melodrammatici stemperati poi da qualche commento crudele, oppure Facebullying, la pratica ancora più comune di sfottere e maltattare pubblicamente i propri amici demolendo i loro elementi condivisi. Sul sito non potrebbe ovviamente mai mancare la categoria delle fotografie.

Ma entrando nello specifico, è cosa nota che il maggior terrore per qualunque adolescente (e non solo) ben più che essere scoperto dalla propria fidanzata a flirtare via messaggi privati con una perfetta sconosciuta, è la comparsa dei propri genitori su Facebook. Soprattutto quando questi pretendono di "diventare amici". Il perché sia una prospettiva tanto temuta lo spiega egregiamente My Parents Joined Facebook. Un sito in cui gli episodi più spiacevoli causati da questa inedita incursione degli adulti nel mondo privato dei propri figli vengono raccolti, e commentati con divertita e impietosa acredine. Da quella volta che tua madre ti ha scritto in bacheca per l'appuntamento con l'igienista orale a quella in cui (addirittura) tua nonna ha commentato uno status in cui canticchiavi una canzone sexy di Shakira.

Ma se i genitori possono essere una minaccia per la serenità, ancora più imbarazzo possono creare le coppie sposate che si scambiano tenerezze o semplicemente comunicano tra di loro utilizzando i messaggi pubblici di Facebook. Per vendicarsi di questa strana abitudine c'è un sito intitolato STFU, Marrieds, che nel gergo di Internet significa "chiudete il becco, sposati!" e che invita i lettori a segnalare i più fastidiosi status e post in bacheca delle persone sposate, definiti dall'autore "la rovina della mia esistenza".

Anche al di fuori di siti come questi, è partita comunque nella rete la gara a segnalare le cose più buffe o più spregevoli che accadono sulle proprie bacheche. Qualche giorno fa è stato segnalato da alcuni siti uno status in cui una ragazza si lamentava pubblicamente di come la copertura della tragedia di Haiti da parte dei media avesse diminuito la quantità di cose da poter guardare in tv - con conseguente pioggia di insulti nei commenti. Ma "depredare" i contenuti pubblici dei profili dei propri amici (o di perfetti sconosciuti) può portare anche a risultati più allegri. Uno dei più bizzarri, ma inspiegabilmente irresistibile, è il sito Facebook Animations, in cui due foto scattate a breve distanza prese dal social network diventano immagini animate.