di Floriana Ferrando

Potresti vivere senza il telefonino? O, meglio, senza l’ultimo gadget di grido: l’iPhone? L’Università di Stanford l’ha chiesto a 200 studenti proprietari del melafonino. Ne è emerso che la maggior parte non saprebbe farne più a meno.

La situazione è ancora più grave se si guarda alla velocità con cui l’iPhone è diventato parte integrante della vita dei giovani. Basti pensare che ben il 70 per cento degli intervistati lo possiede da meno di un anno. Dunque, una tendenza che viaggia alla velocità della luce.

Non si tratta più di un semplice apparecchio per telefonare e ricevere messaggi, oggi al cellulare della Apple vengono attribuite funzionalità fra le più varie: circa l’85 per cento lo usa come orologio, e per molti diventa la sveglia quotidiana.

Un attaccamento quasi morboso evidenziato dal fatto che il 75 per cento degli studenti va a dormire con l’iPhone. Niente di così strano per la generazione di nativi digitali. Ci si dovrebbe invece preoccupare se per sette ragazzi su dieci è più facile dimenticare a casa il portafoglio.

A far riflettere, e anche un po’ sorridere, è la consapevolezza dei ragazzi. Chiamati a classificare la loro “dipendenza” su una scala da 1 a 5, il 10 per cento ha riconosciuto la totale dipendenza, molti sono scesi di uno scalino, mentre solo sei su cento hanno sostenuto di non essere affatto dipendenti.
Di questi ultimi, quasi la metà teme che in futuro potrà ammalarsi di “iPhonite”.

Si tratta ormai di una vera e propria assuefazione: per il 15 per cento dei ragazzi l’iPhone si sta trasformando in un media che dà dipendenza; più poetica la definizione di quelli che invece che lo considerano “una porta sul mondo”, mentre quasi la metà del campione di riferimento ha dichiarato che perdere il proprio iPhone sarebbe “una tragedia”.
 
Tanya Luhrmann, professoressa di antropologia e curatrice dell’indagine, prova però ad abbassare i toni sull’iPhone-dipendenza: “Non credo che l’uso dell’iPhone sia malsano, semplicemente a loro piace molto”. E spiega al San Jose Mercury News che la cosa interessante è osservare come i ragazzi considerano il loro telefonino: “È  diventato una sorta di estensione della mente e un mezzo per avere una vita sociale”.

Il che è testimoniato dalla tendenza a vivere il rapporto con l’iPhone diversamente da qualsiasi altro oggetto. Sfiorando la comicità, alcuni ammettono di non lasciar toccare a nessun’altro il proprio melafonino, altri gli hanno dato un nome, altri ancora addirittura lo accarezzano, mentre qualcuno ha confessato di avere pensato almeno una volta: “Il mio iPod è geloso del mio iPhone”.

Eppure in certi casi la situazione sembra degenerare: il 7 per cento degli studenti sottoposti al sondaggio ha dichiarato di avere un partner o un compagno di stanza che si è sentito trascurato o abbandonato a causa del coinvolgimento che l’amico aveva nei confronti del telefonino; non a caso sta prendendo piede l’espressione “iPhone widow”, vedova dell’iPhone.