di Nicola Bruno

Andrey Ternovskiy ha solo 17 anni e da qualche settimana è il programmatore più corteggiato del web. Ha ricevuto offerte milionarie da parte di Digital Sky Technologies (gruppo russo che controlla il 10% di Facebook) e di altri colossi statunitensi. Ma per ora è deciso a non vendere la sua creatura, nata solo per gioco ("ero alla ricerca di qualcosa che mi permettesse di visualizzare le webcam in maniera del tutto casuale, ma non riuscivo a trovarla, così ho pensato di realizzarla io") e ora diventata un tormentone virale. Scatenando curiosità, morbosità e anche dipendenza.

Stiamo parlando di Chatroulette, il sito di appuntamenti al buio da molti considerato l'anti-Facebook. Il meccanismo è semplice: ci si collega al sito, si accende la webcam e poi, in maniera del tutto casuale, ci si ritrova faccia a faccia con un utente connesso dall'altra parte del mondo. Come in una roulette russa o nello zapping televisivo, si può passare da un utente all'altro, fino a quando non si trova qualcuno di interessante e si inizia a scambiare quattro chiacchiere. Una sorta di speed-dating in salsa digitale, insomma.

L'anonimato garantito da Chatroulette ha subito spinto molti utenti a dare il peggio di sé. Soprattutto nelle ore piccole, si trova un campionario con il lato più oscuro della rete: ragazzi nudi, simboli nazisti, consumo di droga, travestimenti bizzarri. Tanto che i primi articoli sul fenomeno ne hanno subito enfatizzato i pericoli; il New York Magazine si è chiesto: "E' questo il futuro del web o il suo passato distante?".

La scorsa settimana è poi arrivata un'applicazione che consente di "smascherare" gli utenti della roulette russa via webcam. Si chiama Chatroulette Map e permette di visualizzare a colpo d'occhio chi si collega e da dove. A Roma, pare, ci sono molti utenti connessi da Via dell'Umiltà (dove si trova anche la sede del PdL): il che ha fatto subito scattare i commenti divertiti di alcuni blogger. Ma al di là delle polemiche che Chatroulette ha fatto (e farà) nascere (un ministro francese ha addirittura chiesto all'Onu di intervenire ), va anche detto che il "lato oscuro del web" è solo un aspetto secondario del sito. Che invece sta stimolando molti nativi digitali a realizzare piccoli esperimenti sociali all'insegna della creatività. C'è chi ha realizzato cortometraggi sul fenomeno e chi manda live il proprio concerto alla ricerca di un pubblico occasionale. Ma anche giochi di ruolo all'insegna di Star Wars e i primi Chatroulette-party. Ecco una selezione.

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