di Marco Agustoni

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Quando il nemico è (tanto) più grosso di te, non rimane che una cosa da fare: unire le forze. È questo il concetto alla base di Lost Planet 2, seguito del first-person shooter ambientato sul pianeta ghiacciato E.D.N. III, in uscita il 18 maggio. Ancora una volta, infatti, il giocatore si troverà davanti i temibili Akrid, insetti di tutte le forme e soprattutto di tutte le dimensioni che infestano il pianeta, e l’unico modo per sconfiggerli consisterà nel cooperare tanto con gli altri giocatori in modalità multiplayer, quanto con i bot comandati dall’AI in modalità singola.

Lost Planet 2 si svolge ancora una volta sul pianeta E.D.N. III, che però a distanza di una decina di anni sta subendo un forte cambiamento climatico, rivelando così zone desertiche e tropicali. Va quindi avanti l’esplorazione di questo pianeta ricco di energia così come di insidie, possibile colonia di un’umanità in cerca di un luogo dove ricominciare a vivere. In modalità single player, attraverso cinque livelli, ognuno caratterizzato da una diversa ambientazione, il giocatore interpreterà di volta in volta un personaggio diverso, fino a un livello finale dove le differenti vicende si intrecceranno tra loro. In multiplayer, oltre alla modalità cooperativa, sarà naturalmente possibile sfidare gli altri giocatori in deathmatch all’ultimo sangue.

Tra i primi elementi a spiccare in questo first-person shooter targato Capcom, oltre alle già citate dimensioni dei nemici e al cambio di ambientazione, ci sono sicuramente la notevole varietà di armi a disposizione, così come il ritorno delle vital suits, esoscheletri di diversa foggia e utilizzo che consentono di potenziare le proprie abilità. Di particolare interesse quelle che permettono di caricarsi letteralmente in spalla altri giocatori, che potranno così aumentare la potenza di fuoco di queste corazzate semoventi. Stupefacenti invece le possibilità di customizzazione dei personaggi utilizzabili, combinando corpi, divise, armature, armi e anche manifestazioni di gioia, modalità di comunicare e così via, in una serie infinita di risultati che promettono di allungare l’esperienza di gioco.